mercoledì 5 giugno 2024

Castelli maledetti, una recensione



Sul blog magazine Libri e parole è presente una lusinghiera recensione dell’antologia Castelli maledetti, edita da Nero Press Edizioni, alla quale partecipo, assieme ad altri nomi ben conosciuti del panorama fantastico e noir, con un racconto dal sapore apocalittico. 

Ambientato durante una terribile pestilenza, vede protagonisti uno scrittore in crisi e una ragazza in fuga, costretti loro malgrado a una convivenza tanto inaspettata quanto difficile. Macoli tempo le cose cambieranno, eccome se cambieranno...


Un piccolo assaggio della recensione:

Se amate le ghost story di stampo britannico, se adorate le atmosfere gotiche, se ricordate con affetto le prime volte in cui avete letto le opere di Henry James dedicate ai fantasmi e al sovrannaturale in generale, Castelli maledetti potrebbe intrigarvi.


La recensione completa:

https://librieparole.it/recensioni/3830/castelli-maledetti-antologia-angelo-marenzana/

martedì 4 giugno 2024

Tempesta di ghiaccio, un film da recuperare

Strano destino, quello di certi film, specie d'autore: a volte scivolano nell'oblio, non vengono mai riproposti in televisione e non è neppure facile reperirli sulle varie piattaforme streaming.

È il caso ad esempio di Tempesta di ghiaccio, diretto da Ang Lee e basato sul romanzo di Rick Moody, un dramma profondo e avvincente che esplora le complessità delle relazioni umane e la disillusione della classe media americana negli anni '70.

Il film è ambientato nel 1973, durante il periodo della crisi energetica e dello scandalo Watergate, e segue due famiglie suburbane, i Carver e gli Hood, le cui vite si intrecciano durante un gelido fine settimana del Giorno del Ringraziamento. Kevin Kline interpreta Ben Hood, un marito e padre che si sente intrappolato nella sua routine borghese e cerca evasione in una relazione extraconiugale con Janey Carver (una sensuale e tormentata Sigourney Weaver), la vicina di casa. Joan Allen interpreta la moglie di Ben, Elena, che lotta per trovare un senso di identità e scopo al di là del suo ruolo di casalinga.

I giovani protagonisti del film, tra i quali spiccano Tobey Maguire nei panni di Paul Hood e Christina Ricci in quelli di Wendy Hood, offrono una prospettiva altrettanto complessa e disturbante sulla scoperta di sé e sulle turbolenze dell'adolescenza. Paul è un adolescente introverso e intellettuale, mentre Wendy esplora la propria sessualità in modi a volte provocatori.

La regia di Ang Lee è notevole per la sua delicatezza e precisione. Lee cattura con maestria l'atmosfera fredda e oppressiva dell'inverno e della crisi emotiva che attraversa i personaggi. La tempesta di ghiaccio che dà il titolo al film non è solo un evento meteorologico, ma anche una metafora delle barriere emotive e delle tensioni congelate tra i personaggi.

La sceneggiatura di James Schamus è ricca di dialoghi incisivi e momenti di introspezione che rivelano le paure e i desideri nascosti dei personaggi. La colonna sonora, con brani dell'epoca e una suggestiva partitura originale di Mychael Danna, amplifica l'effetto nostalgico e malinconico della narrazione.

Anche la cura dell'ambientazione storica, del vestiario, del design, delle pettinature e più in generale la ricostruzione dell'atmosfera dei primi anni '70 sono strepitose. In tal senso anche il ritmo dilatato e un poco straniante evoca certa cinematografia di quel periodo, il che accresce il fascino dell'opera.

Tempesta di ghiaccio è un ritratto agghiacciante e commovente della fragilità umana e delle complessità delle relazioni familiari. È un film che invita lo spettatore a riflettere sulle dinamiche del cambiamento sociale e personale, e sulle conseguenze delle scelte individuali. 

Con una recitazione eccellente da parte di un cast stellare - Sigourney Weaver, Christina Ricci, Joan Allen, Kevin Kline, Elijah Wood e Tobey Maguire - e una regia impeccabile, "Tempesta di ghiaccio" rimane un'opera cinematografica potente e memorabile.

Per concludere, un paio di annotazioni curiose per gli appassionati di film di supereroi: il film si apre con il giovane Tobey Maguire che legge e commenta un albo dei Fantastici Quattro (per i più pignoli, dirò che disegnato dal mitico John Buscema), prima serie della rivoluzione supereroistica targata Marvel, avviata da Jack Kirby e Stan Lee nei primi anni '60. 

Tobey Maguire

Ebbene, pochi anni dopo, nel 2002, l'attore diverrà protagonista della fortunata saga diretta dal maestro Sam Raimi, che vede protagonista Spider-Man, altro personaggio archetipico della Marvel.

Ma non è finita: nel 2003 lo stesso Ang Lee dirigerà il film Hulk, basato sull'omonimo personaggio sempre della Marvel Comics, interpretato da un cast notevole, che comprendeva tra gli altri Eric Bana, Jennifer Connelly, Sam Elliott e Nick Nolte.

lunedì 3 giugno 2024

Ultime letture: una recensione


È apparsa oggi sul blog magazine Libri e Parole una recensione di Ultime Letture, nuovo libro di Giorgio Sangiorgi, un romanzo-antologia al quale ho dato il mio modesto contributo anch'io, con il racconto Il salvataggio.

Qualche estratto dalla recensione:

Composto di tredici racconti più una trama da romanzo che funge da collante, ricorda la struttura de Le mille e una notte, famosissimo libro in cui la fanciulla Šahrazād sfugge alla morte rimandando la sua esecuzione grazie alla lettura di ammalianti racconti al re Šahriyār.

Si può rimandare l’incontro con la morte? In Ultime letture prova a prendere tempo il pensionato Giovanni, un tempo insegnante in un liceo, al capezzale dell’amico malato terminale Fausto. Sceglie, in questo suo disperato tentativo, di farlo mediante la lettura a voce alta di una raccolta di racconti, una storia alla volta, sperando che il suo caro amico nel desiderio di ascoltare il libro fino all’ultima pagina, resista un poco di più. Soltanto un poco. Giusto il tempo di arrivare alla fine della raccolta rallentando quel decorso terribile.

[...] Ed ecco Il salvataggio di Luigi Milani, storia in cui ci coglie di sorpresa una grande verità:

"I dolori passeranno, prima o poi. Il problema è quando non senti più nessun dolore. Allora sì che c’è da preoccuparsi".


domenica 2 giugno 2024

Il cinema in sala fa flop


La crisi delle sale cinematografiche è un fenomeno complesso, accentuato negli ultimi anni dai cambiamenti nelle abitudini del pubblico e da una serie di flop significativi al botteghino di Hollywood e di casa nostra. 

Diversi fattori contribuiscono a questa situazione, tra cui la pandemia di COVID-19, che ha accelerato la transizione verso lo streaming e ha reso il pubblico più riluttante a tornare nelle sale. Inoltre la qualità e l'attrattiva di molte nuove uscite non sono riuscite a compensare questa tendenza.

Nel 2024 Hollywood ha visto una serie di delusioni al botteghino. Tra i flop più eclatanti c'è stato un altro film Marvel, Madame Web, che ha incassato solo 121 milioni di dollari a fronte di budget elevati e aspettative significative. Simile sorte è toccata a Ghostbusters: Frozen, con solo 201 milioni di dollari globali, e a Horizon: An American Saga, un ambizioso progetto in due parti di Kevin Costner che ha fallito nel catturare l'interesse del pubblico nonostante la fama del regista e attore.


Film come Arthur the King e Drive-Away Dolls hanno sofferto di un'accoglienza tiepida, sia da parte della critica che del pubblico. Arthur the King, nonostante la presenza di star come Mark Wahlberg e Simu Liu, ha incassato solo 31 milioni di dollari, ben al di sotto delle aspettative. Drive-Away Dolls, diretto da Ethan Coen, ha raggiunto appena 7 milioni di dollari a livello globale, segnando dunque un grave insuccesso.


Questo scenario è aggravato dal fatto che il pubblico preferisce sempre più guardare i film in streaming, attratto dalla comodità e dalla varietà di contenuti offerti dalle piattaforme digitali. Il modello di business tradizionale, basato su grandi uscite cinematografiche, arranca e non riesce ad adattarsi a questa nuova realtà.


La crisi delle sale cinematografiche è alimentata sia da cambiamenti strutturali nel comportamento dei consumatori che da una lunga serie di insuccessi commerciali. D'altronde la stessa esperienza della visione in sala non di rado è spiacevole, specie nelle multisale, caratterizzata com'è dalla presenza fastidiosa di spettatori intenti a consultare compulsivamente gli schermi ultra luminosi degli smartphone, a commentare ad alta voce, a dar calci agli schienali delle poltrone e ad appestare l'aria con secchi di pop-corn divorati con avidità.


Anche i gestori delle sale hanno le loro responsabilità, nel programmare proiezioni in orari dissennati di film considerati, spesso a torto, poco appetibili per il grande pubblico, o proiettando lo stesso film, considerato di cassetta, in più sale della stessa struttura. Nelle grandi città si pone anche il problema, non da poco, della difficoltà di parcheggio e degli orari di proiezione, spesso maldestramente punitivi.


Il mondo del cinema per tentare di riconquistare il pubblico e risollevarsi da questa difficile fase deve quindi necessariamente rivedere le proprie strategie, innanzitutto puntando su una maggiore qualità delle produzioni e magari offrendo in sala esperienze che non possano essere replicate in ambiente domestico.

sabato 1 giugno 2024

The Tree of Life

Il film The Tree of Life del grande regista Terrence Malick, interpretato da Brad Pitt e Sean Penn, è un'esperienza cinematografica unica, della lunghezza a dire il vero debordante di oltre 3 ore. Caratterizzata da immagini straordinarie che abbracciano la grandezza della vita stessa, tale sontuosità visiva racchiude un messaggio che, purtroppo, tende a risultare nebuloso e ambiguo.

Il film, di ardua classificazione - drammatico, con elementi fantastici, quasi SF (significativa, in tal senso, la collaborazione del celebre mago degli effetti speciali Douglas Trumbull) - tenta di esplorare la complessità della vita, dall'origine del nostro universo fino alle dinamiche familiari terrene. 

L'albero della vita, che funge da metafora ricorrente, simboleggia la connessione tra tutti gli esseri viventi e le esperienze che intrecciano il nostro percorso. La natura contemplativa del film suggerisce una riflessione profonda sulla nostra esistenza e il nostro ruolo nel grande schema dell'universo.

Tuttavia la rivelazione di questo messaggio si rivela perlopiù opaca e troppo dispersiva. Le immagini suggestive e astratte spesso si perdono in una narrazione frammentata, lasciando gli spettatori incerti sulla direzione presa dal regista. La coesione tra la storia familiare e i concetti cosmici rimane sfuggente,  quando non forzata, con il rischio di alienare gli spettatori.

Inoltre l'uso eccessivo di simbolismi e metafore potrebbe essere interpretato come un tentativo di elevare il film a una dimensione più alta, ma finisce per creare un'aura di pretenziosità che appesantisce il messaggio anziché rafforzarlo.

Malick affronta con gli strumenti di cui dispone temi filosofici ed esistenziali profondi, ma la sua esecuzione ambivalente e frammentaria rende difficile per gli spettatori cogliere il messaggio proposto. 

La bellezza innegabile delle immagini non riesce completamente a compensare la mancanza di chiarezza nel trasmettere il significato sottostante, lasciando il film in una sorta di limbo interpretativo che potrebbe non essere apprezzato da tutti e che mette a dura prova lo spettatore. 

Ne consiglio dunque la visione? Nonostante tutto sì, a patto di accettare il montaggio dilatato, la scarsità di dialoghi e l'autocompiacimento estetizzante del regista. 

Da ultimo, segnalo che il film è da tempo presente sulla piattaforma gratuita RaiPlay. Se avete la possibilità di vederlo su uno schermo di grandi dimensioni, fatelo, per godere appieno della bellezza incredibile delle immagini.



venerdì 31 maggio 2024

Il ritorno di Lenny Kravitz: Blue Electric Light


Il nuovo album del rocker neo sessantenne (guardatelo bene però, e ditemi se dimostra la sua età) Lenny Kravitz, Blue Electric Light, uscito il 24 maggio 2024, segna il suo ritorno dopo una pausa di sei anni dall'album Raise Vibration del 2018. 

Il disco presenta una miscela di elementi classici di Kravitz e nuove esplorazioni sonore, con l'eclettico rocker che suona la maggior parte degli strumenti, a eccezione dei fiati.

Il brano di apertura, It's Just Another Fine Day (In This Universe of Love), imposta un tono rilassato e funky, che ricorda suoi lavori precedenti della fine degli anni '90. 

Il singolo irresistibile che ha fatto da apripista al disco, TK421 offre un groove accattivante, guidato dal sassofono, perfetto per una colonna sonora estiva.

L'album oscilla tra brani più energici come Paralyzed che mostra un potente riff di chitarra e un assolo con il talk box, e canzoni più leggere e ballabili come la piacevole Human.

In tutto l'album si nota un'affascinante mescolanza di influenze degli anni '70 e '80, con tracce come Love Is My Religion e Spirit in My Heart che promuovono messaggi di pace e amore, temi da sempre centrali nella musica di Lenny.

In generale, Blue Electric Light conferma l'abilità di Kravitz nel comporre brani rock ben realizzati e d'impatto, ma non introduce novità radicali, continuando invece a offrire un buon rock classico infuso di soul. Il che, se permettete, non è poco di questi tempi. E dunque bentornato, Lenny.



giovedì 30 maggio 2024

Un racconto da leggere… Tutto d’un fiato!

Con Tutto d’un fiato, pubblicato da Mondadori nella collana XS, Antonio Moresco stupisce i suoi fedeli lettori cimentandosi in un genere narrativo non facile, il racconto. Una dimensione che lo scrittore affronta a modo suo, con un testo asciutto, dalla prosa essenziale ma levigata. Poche decine di pagine che si leggono, parafrasando il titolo del racconto, davvero tutte d’un fiato. 

È un testo dal sapore spiccatamente autobiografico, quasi un’istantanea “on the road”, che ci mostra lo scrittore in viaggio di notte da Milano fino all’estremo sud della penisola. 

La narrazione è attraversata da una nota inquietante quasi noir, il pericolo determinato dalla stanchezza mortale e dal sonno incombente che assediano l’uomo al volante, mentre la sua compagna dorme sul sedile accanto, vinta dalla stanchezza. Tra un sorpasso e uno sbandamento, mentre lotta per rimanere sveglio, l’uomo al volante si abbandona al flusso incessante dei propri pensieri. Compie riflessioni lucide e taglienti sulla situazione economica e politica del nostro paese, sulla sua condizione di scrittore emerso tardivamente dall’ombra, ma – almeno questo è il pensiero di Moresco – condannato comunque all’irrilevanza. 

Eppure, nonostante l’amarezza e la cupezza, accentuate forse anche dallo sfondo della notte e dallo stato di spossatezza, il protagonista è allo stesso tempo sorpreso e come rianimato da una nuova consapevolezza. Una nuova realtà che assume per lui il carattere dell’imprevedibilità, quasi di un miracolo. 

Libri da leggere: le novità di novembre 2026

Nuovo mese, nuove letture da mettere in lista! Torna la mia consueta rubrica mensile  dedicata ai libri da leggere, con una selezione di tit...