The Substance, della regista Coralie Fargeat, è un'opera feroce, visivamente abbagliante e di una lucidità disarmante, che unisce la tensione visiva tipica del body horror a una sorta di trattato sociologico sull'ossessione per la giovinezza.
La straordinaria interpretazione di Demi Moore e la giovinezza straripante di Margaret Qualley conducono lo spettatore in una discesa agli inferi dolorosa e grottesca, dove il logoramento dell'identità si trasforma in un tripudio di carne, sangue e catarsi punk contro i rigidi canoni dello star system. Certo, l'ambientazione è per certi versi un po' anacronistica — una trasmissione televisiva dedicata alla forma fisica sulla falsariga di quelle anni '80/90 alla Jane Fonda — ma è funzionale alla trama.
Ad amplificare questa angoscia contribuisce in modo decisivo una sonorizzazione volutamente esagerata, viscerale e immersiva, fatta di rumori corporei amplificati all'inverosimile che si fondono con una colonna sonora martellante e musiche profondamente disturbanti, pensate per rendere quasi fisicamente scomoda la visione.
