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venerdì 14 febbraio 2025

Joker: Folie à Deux, quando il sequel è un disastro

Joker: Folie à Deux è un esperimento cinematografico che, sulla carta, aveva tutte le potenzialità per essere innovativo, ma che nella pratica si rivela squilibrato, prolisso e, a tratti, persino estenuante. L’idea di trasformare il sequel del Joker di Todd Phillips in un musical è senza dubbio audace, ma il risultato lascia molto a desiderare, risultando più un’operazione estetica che una scelta realmente funzionale alla narrazione.

Il film soffre di un ritmo irregolare: alcune sequenze si trascinano inutilmente, mentre altre, che avrebbero meritato più spazio, vengono risolte in modo sbrigativo. Il problema principale, però, è Joaquin Phoenix, che qui spinge il suo Arthur Fleck verso un’interpretazione eccessiva, quasi caricaturale, perdendo gran parte della sottile inquietudine che lo aveva reso così efficace nel primo film. Se in Joker la sua metamorfosi psicologica era costruita con progressione e misura, qui sembra più un esercizio di gigioneria estrema che rischia di sfociare nel grottesco (in)volontario.


Di contro, Lady Gaga riesce a dare spessore al personaggio di Harley Quinn, rendendola magnetica e tragica senza mai cadere nella parodia. La sua presenza illumina il film e dona una profondità emotiva che spesso manca alla sceneggiatura. Tuttavia il suo talento non è sufficiente a risollevare un’opera che, pur cercando di innovare, finisce per essere un pastiche confuso e sbilanciato.

mercoledì 9 ottobre 2024

Il ritorno delle audiocassette

Pare che le mitiche audiocassette audio stiano tornando di moda, parallelamente al revival dei dischi in vinile. Molti artisti famosi, da Taylor Swift a Lady Gaga, hanno pubblicato i loro album anche in versione musicassetta.

Cedendo al fascino della nostalgia canaglia, la notizia mi fa piacere, essendo stato per molti anni un grande utilizzatore di cassette, nonostante la loro qualità audio non certo eccelsa. Ma questo offriva la tecnologia di un tempo.

In anni preistorici le registravo dapprima dalle radio private (che una volta i benpensanti chiamavano radio pirate) FM con un indistruttibile radioregistratore Grundig, poi nel corso degli anni con varie piastre di registrazione (Pioneer, Technics, Aiwa con tanto di regolazione fine del bias!). 

La mia marca di cassette preferita era TDK, nelle varie versioni, specie la superlativa TDK SA.

Per non parlare dell’avvento del mitico Walkman Sony, mio inseparabile compagno nei primi anni ‘80 e durante il tedioso servizio militare.

Tuttavia confesso di non rimpiangerle granché, come non rimpiango affatto neanche il vinile. Quando è arrivato il CD ho tirato un grosso respiro di sollievo. Niente fruscii, scricchiolii, qualità da vendere.

È vero, oggi con lo streaming dei vari Spotify, Deezer, Apple Music e compagnia cantante, appunto, abbiamo potenzialmente accesso a una discografia sterminata, ma, come dire, allo stesso tempo volatile ed evanescente. 

Possedere fisicamente un disco è un’altra cosa, diciamocelo. Posso ascoltare come e quando voglio un determinato album senza dover sottostare ad abbonamenti, richieste snervanti di password, dischi scomparsi perché ritirati dai cataloghi per oscure ragioni di copyright, ecc. 

Non è poco, credetemi.

La copertina di "Johnny and Mary", 45 giri di grandissimo successo di Robert Palmer
mostra l'artista mentre ascolta musica da un Walkman, all'epoca (1980) oggetto di culto


Dalla smorfia al kolossal: l'irresistibile (e incomprensibile) ascesa di Zendaya (e di J.Lo)

Se il XXI secolo ci ha insegnato qualcosa, è che per conquistare Hollywood, il mondo della moda e le copertine di mezzo pianeta non servono ...