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sabato 1 agosto 2026

La morte corre sul fiume, capolavoro senza tempo

Esistono film che raccontano una storia ed esistono film che inventano un linguaggio. La morte corre sul fiume (The Night of the Hunter, 1955) appartiene senza esitazione alla seconda categoria. Unica regia di Charles Laughton, è un’opera che sfugge a qualsiasi classificazione: thriller, noir, horror psicologico, fiaba gotica, parabola religiosa e poema visivo convivono in un equilibrio irripetibile. In appena novantadue minuti, Laughton realizza uno dei più straordinari atti d’autore della storia del cinema, destinato a esercitare un’influenza immensa sulle generazioni successive.

La prima qualità che colpisce è la costruzione dell’immagine. Affiancato dal magistrale direttore della fotografia Stanley Cortez, Laughton plasma un universo che sembra appartenere contemporaneamente alla realtà e al sogno. Il bianco e nero raggiunge livelli espressivi raramente eguagliati: contrasti violentissimi, silhouette che divorano lo spazio, ombre geometriche e fasci di luce scolpiscono i personaggi come figure mitologiche. L’espressionismo tedesco di Il gabinetto del dottor Caligari, Nosferatu e M – Il mostro di Düsseldorf non è semplicemente citato, ma assimilato e rifuso in una grammatica profondamente americana, dove il paesaggio rurale assume i contorni di un incubo biblico.

La morte corre sul fiume, capolavoro senza tempo

Esistono film che raccontano una storia ed esistono film che inventano un linguaggio. La morte corre sul fiume ( The Night of the Hunter , ...