martedì 30 giugno 2026

Il Corriere e la fantascienza: una polemica inevitabile

La polemica divampata nei giorni scorsi attorno all’articolo di Mauro Covacich, pubblicato su la Lettura del Corriere della Sera, è tutt’altro che pretestuosa. Sostenere che la fantascienza abbia “sbagliato” il futuro perché non ha previsto gli xenotrapianti o i computer quantistici significa fraintendere la natura stessa del genere. 

La buona fantascienza non è un catalogo di profezie tecnologiche: è uno strumento per interrogare il presente, esplorare le conseguenze delle nostre scelte e riflettere sulla condizione umana. Ridurla a una gara tra previsioni azzeccate e mancate significa ignorare un secolo di letteratura che ha saputo interpretare il mondo con una lucidità spesso superiore a quella della narrativa cosiddetta realistica.

La cosa più sorprendente, in fondo, non è che uno scrittore esprima un giudizio severo sulla fantascienza. È che un quotidiano prestigioso come il Corriere della Sera dia spazio a una lettura che sembra trascurare la natura e il ruolo di uno dei generi più vitali della letteratura moderna. 

La fantascienza non ha mai avuto il compito di indovinare il futuro, ma di interrogare il presente e immaginare le conseguenze delle nostre scelte. È per questo che continua a parlare ai lettori di oggi.

domenica 28 giugno 2026

Il buongiorno del mattino: una commedia brillante, anche troppo

Il buongiorno del mattino è una commedia brillante e piacevole, perfetta per trascorrere un paio d'ore all'insegna della leggerezza. Del resto, dietro la macchina da presa c'è Roger Michell, il regista di Notting Hill, e il suo tocco si riconosce nella capacità di confezionare un racconto scorrevole, popolato da personaggi simpatici e situazioni divertenti.

Il film però ogni tanto eccede nel voler essere brillante a tutti i costi. I toni sono spesso sopra le righe e la colonna sonora, onnipresente e fin troppo frizzante, finisce per risultare a tratti fastidiosa. Si ha quasi l'impressione che lo spettatore debba divertirsi per forza, come se il ritmo incessante e la musica non gli lasciassero il tempo di respirare.

venerdì 26 giugno 2026

Superman/Spider-Man: delude la portata principale, meglio i contorni

L’atteso ritorno del crossover tra Spider-Man e Superman, lanciato in occasione dei 50 anni dal primo evento in comune, soffre del classico "problema da blockbuster": la trama principale risulta rigida, telefonata e decisamente fiacca, schiacciata dall'esigenza di far quadrare i due universi e dalla solita alleanza tra i cattivi di turno.

A salvare l'operazione sono le storie brevi di contorno, dove gli autori hanno potuto improvvisare in totale libertà. La vera perla del lotto è il frammento firmato da Tom King e Jim Lee, incentrato sull'inedito incontro tra Lois Lane e Mary Jane.


Qui, il tratto potente e dettagliato di Jim Lee si mette al servizio di una normalità intima e quotidiana, lontana dalle solite esplosioni. Il contrasto tra l'approccio d'assalto di Lois e la viva empatia di MJ dà vita a dialoghi brillanti, in cui le due icone riflettono sull'assurdità di vivere accanto a dei supereroi senza mai perdere la propria identità. 


Un piccolo gioiello che dimostra come, a volte, per fare un grande fumetto bastino un 'idea semplice e, come in questo caso, un grande artista innamorato dei personaggi che da sempre disegna con la consueta maestria.




giovedì 25 giugno 2026

L’illusione dell’oro digitale: IA Generativa e il rischio bolla

C’è un fantasma che si aggira tra i server della Silicon Valley, ed è lo stesso che nel 2000 fece evaporare miliardi di dollari nel grande falò delle Dot-Com. Quel fantasma si chiama hype incontrollato. Oggi, quel fumo ha un nome ben preciso: Intelligenza Artificiale Generativa.

Sia chiaro, non stiamo parlando di una tecnologia inutile. L'IA non è i Bitcoin, né i fuffa-NFT. È uno strumento potente, straordinario in molti contesti, capace di automatizzare compiti complessi e ottimizzare flussi di lavoro. Il problema non è la tecnologia in sé; il problema è la narrazione messianica che le è stata costruita attorno, e soprattutto la montagna di capitali che si sta muovendo solo sulla fiducia.

mercoledì 24 giugno 2026

Make Algae Great Again!

La famosa Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington è stata invasa dalle alghe e costretta alla chiusura. Un episodio talmente grottesco da sembrare scritto dagli autori di una satira politica. E invece no: è la realtà nell’America impazzita di Donald Trump.


La parte migliore, però, è arrivata dopo. Invece di ammettere un banale problema di gestione e manutenzione, ecco spuntare le immancabili accuse di sabotaggio, complotti e oscure macchinazioni. Perché nell’universo trumpiano nulla può essere semplicemente il risultato dell’incompetenza: deve sempre esserci un nemico, una congiura, una mano nascosta.


Così una piscina piena di alghe diventa il simbolo perfetto di questa amministrazione: i problemi crescono indisturbati sotto gli occhi di tutti, nessuno interviene per tempo e, quando il disastro diventa impossibile da nascondere, la colpa è sempre di qualcun altro.


Le alghe almeno hanno il buon gusto di comparire per ragioni scientifiche. I complotti, invece, continuano a proliferare in assenza di qualsiasi evidenza.


Insomma, nell’America del presidente pazzo Trump persino le alghe finiscono per essere accusate di far parte dello Stato profondo. A questo punto manca solo una commissione d’inchiesta sulle ninfee.



(fonte: Web)


lunedì 22 giugno 2026

Il processo ai Chicago 7: quando la storia parla al presente

Il processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin è molto più di una brillante ricostruzione storica: è un film prezioso. Attraverso il racconto del processo intentato contro gli attivisti che protestavano contro la guerra in Vietnam, il regista mette infatti in scena lo scontro eterno tra dissenso e potere, libertà e repressione.

Il film non è privo di difetti: alcune delle lunghe schermaglie processuali finiscono per rallentare il ritmo e appesantire la narrazione. Tuttavia, la qualità della scrittura e soprattutto l'eccellente cast compensano ampiamente queste incertezze. Sono tutti molto bravi: Sacha Baron Cohen (strepitoso nei panni di Abbie Hoffman), Eddie Redmayne, Mark Rylance, Joseph Gordon-Levitt, Yahya Abdul-Mateen II e Frank Langella, autore di una magistrale interpretazione del perfido giudice Julius Hoffman.

domenica 21 giugno 2026

Trump contro Meloni: cronaca di un amore tossico

 


Per anni ci hanno decantato la speciale sintonia tra Giorgia Meloni e Donald Trump: Giorgia "ponte" tra l'Europa e gli USA, perbacco! Valori comuni, visione comune, sorrisi, strette di mano e fotografie studiate al millimetro. Poi è arrivato il primo vero ostacolo e il castello di cartapesta ha mostrato tutta la sua fragilità.

Trump, del resto, tratta gli alleati come tratta chiunque altro, anzi peggio: finché applaudono sono amici, quando osano dissentire diventano incapaci, ingrati o irrilevanti. Meloni sembra scoprirlo solo adesso, come chi adotta un cobra convinto che diventerà vegetariano.

The Counselor - Il procuratore, film potente ma imperfetto

The Counselor - Il procuratore (2013) è uno di quei film che sembrano destinati a far discutere per sempre. Non è un thriller convenzionale e probabilmente non piacerà a chi cerca una narrazione lineare, ma possiede qualità difficili da ignorare.

La prima è la splendida fotografia di Dariusz Wolski, che trasforma il deserto tra Stati Uniti e Messico in un luogo affascinante e minaccioso al tempo stesso. Ridley Scott, a dire il vero negli ultimi anni un po’ altalenante quanto a ispirazione, dirige con la consueta eleganza, regalando immagini di grande impatto visivo.

giovedì 18 giugno 2026

La più grande vittoria di Trump. Per l'Iran

Donald Trump ha firmato l'accordo con l'Iran con il consueto repertorio di ridicoli e roboanti superlativi: successo storico, trionfo della pace, prova definitiva del suo genio negoziale. Mancava soltanto la proclamazione di una nuova festività nazionale e l'incisione del memorandum sul Monte Rushmore.

Poi, però, è arrivato il piccolo inconveniente del testo. E qui la faccenda si complica. Perché l'impressione è che qualcuno abbia dimenticato di avvertire Teheran che avrebbe dovuto perdere. L'Iran ottiene l'alleggerimento, se non la cancellazione totale delle sanzioni, un risarcimento di 300 miliardi di dollari, il recupero di fondi congelati, la riapertura delle rotte commerciali e garanzie sulla non interferenza americana. In cambio promette, ancora una volta, di non costruire armi nucleari. Una promessa che vale più o meno quanto quelle di un giocatore d'azzardo all'uscita del casinò: "È l'ultima volta".

La domanda inevitabile è semplice: dopo mesi di minacce, ultimatum, bombardamenti e dichiarazioni roboanti, c
he cosa hanno ottenuto realmente gli Stati Uniti? La risposta sembra essere: una lunga lista di problemi rimandati a future trattative. I nodi centrali – programma nucleare, missili balistici, cambio di regime iraniano – vengono infatti spostati in avanti, come la polvere nascosta sotto il tappeto durante le visite degli ospiti. Insomma, una sconfitta totale.

lunedì 15 giugno 2026

Nyad - Oltre l'oceano: non una santa, ma una campionessa ostinata

Nyad - Oltre l'oceano (2023), diretto da Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi, è tratto dall'autobiografia della nuotatrice Diana Nyad.

La pellicola racconta una storia vera di determinazione e coraggio senza cadere nella tentazione di trasformare la sua protagonista in un santino. Ed è proprio questo uno dei maggiori meriti del film. Diana Nyad non viene rappresentata come una figura simpatica o rassicurante: è un'eroina capace di imprese straordinarie, ma anche una donna presuntuosa e arrogante, ostinata fino all'eccesso, talvolta megalomane e difficile da sopportare. Una scelta narrativa onesta e veritiera, che rende il personaggio molto più credibile e umano.


A sostenere il film ci sono due interpretazioni magnifiche. Annette Bening offre una prova intensa e fisicamente impressionante, mentre Jodie Foster regala al racconto calore, ironia e profondità emotiva. Colpisce anche il coraggio delle due attrici, che accettano di mostrarsi per quello che sono, senza artifici o inutili tentativi di nascondere il passare degli anni. Un gesto sempre più raro nel cinema contemporaneo e che contribuisce ad aumentare il senso di autenticità dell'opera.

Il risultato è quindi molto più di un film sportivo o di una storia di resilienza al limite dell'impossibile: è il ritratto sincero di una donna eccezionale, con tutte le sue virtù e i suoi difetti, interpretata da due attrici semplicemente straordinarie.




domenica 14 giugno 2026

Trump e la vittoria immaginaria sull’Iran

Donald Trump festeggia, si autoproclama vincitore di una guerra insensata e distribuisce medaglie immaginarie come un imperatore romano in cerca di applausi. Peccato che la sua presunta “vittoria” sull'Iran assomigli sempre più a una trovata propagandistica che a un successo reale.

Dopo aver contribuito negli anni a demolire gli accordi che avevano almeno contenuto il problema nucleare iraniano, Trump ha scelto la strada dello scontro, ha alimentato una crisi che non sarebbe mai dovuta esistere e ora pretende di essere celebrato come il pompiere che ha spento l'incendio dopo aver giocato con i fiammiferi. Molti degli obiettivi dichiarati all'inizio del conflitto — dalla fine del programma nucleare iraniano al ridimensionamento definitivo del regime — appaiono tutt'altro che raggiunti.

Ancora più curioso è che Washington e Teheran sembrino spesso raccontare due storie diverse sugli accordi raggiunti, mentre lo stesso Trump continua ad annunciare intese imminenti, svolte decisive e trionfi storici che vengono regolarmente smentiti o ridimensionati dai fatti e dagli stessi interlocutori iraniani. 

La scena ricorda irresistibilmente il celebre "Mission Accomplished" di George W. Bush: molta enfasi, molte bandiere, molta retorica patriottica e una realtà assai meno gloriosa. Persino diversi osservatori hanno sottolineato che l'Iran è ancora lì, il regime non è crollato e molte delle questioni che avrebbero dovuto essere risolte restano aperte.

Ma Trump ha bisogno di una vittoria da esibire. E così una guerra inutile, nata dalle conseguenze delle sue stesse deliranti decisioni influenzate dall'alleato "burattinaio" Benjamin Netanyahuviene trasformata nell'ennesimo spettacolo mediatico, dove la narrazione conta più dei risultati. Il problema è che la realtà, prima o poi, presenta sempre il conto.

sabato 13 giugno 2026

Che succede a Baum, anzi a Woody Allen?


Woody Allen torna a fare ciò che gli riesce meglio: raccontare le nevrosi, le fragilità e le contraddizioni dell’essere umano con ironia e intelligenza.

Nel suo primo romanzo, Che succede a Baum?, incontriamo Asher Baum, scrittore in crisi e perfetto alter ego alleniano, alle prese con fallimenti, paure e un mondo che sembra correre troppo veloce. 


È un libro molto divertente, ma soprattutto sorprendentemente vitale, che suona quasi come un bilancio artistico e umano di uno degli autori più influenti degli ultimi decenni.


Se volete saperne di più, trovate qui la mia recensione.




lunedì 8 giugno 2026

Erano ragazzi in barca: un raro esempio di sobrietà e cuore

Erano ragazzi in barca è un piccolo gioiello di compostezza cinematografica. Il film racconta l'incredibile storia vera della squadra di canottaggio dell'Università di Washington: un gruppo di giovani della classe operaia che, in piena Grande Depressione, unisce le forze fino a rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Berlino del 1936.

George Clooney firma una regia solida e priva di fronzoli, preferendo la forza drammatica del racconto agli eccessi del melodramma. A dare vita a questa impresa è un cast di giovani attori straordinariamente in parte, guidato da un intenso Callum Turner nei panni del protagonista Joe Rantz, e supportato dalla carismatica presenza di Joel Edgerton nel ruolo del coach Al Ulbrickson. La chimica e l'affiatamento tra gli interpreti trasmettono alla perfezione il vero spirito di squadra.

A valorizzare la pellicola ci pensa una fotografia splendida, capace di catturare la poesia dello sport all'aurora sull'acqua, il tutto scandito da una colonna sonora incredibilmente coinvolgente, composta da Alexandre Desplat, che detta il ritmo emotivo della narrazione. 

Si tratta di un film sobrio, elegante e profondo, che sa emozionare con autentica classe. Da vedere senz'altro: non date retta a certi stroncatori di professione, ormai assuefatti ai ritmi forsennati degli action movie più beceri.



domenica 7 giugno 2026

American Assassin, thriller geopolitico


American Assassin è un thriller d’azione che si muove su coordinate piuttosto classiche, ma riesce a funzionare con una solidità che lo rende più interessante di quanto la sua superficie possa suggerire. Non reinventa il genere, ma lo gestisce con competenza, mantenendo ritmo, tensione una discreta coerenza narrativa dall’inizio alla fine.


La storia segue la parabola di Mitch Rapp, interpretato da Dylan O'Brien, giovane segnato da un trauma personale che lo spinge verso il mondo dell’antiterrorismo. Il film insiste con efficacia sulla sua trasformazione: non si tratta di un eroe già formato, ma di un individuo attraversato da rabbia e perdita, che viene progressivamente “costruito” come agente operativo. Questa impostazione gli dà una dimensione più fragile e credibile rispetto a molti protagonisti del genere, perché lascia intravedere continuamente il rischio di una deriva personale insieme a quella professionale.

giovedì 4 giugno 2026

Tra psicologia e Rock: la Sincronicità di C. G. Jung e quel capolavoro dei Police

Vi è mai capitato di pensare a una persona che non sentite da anni e, un secondo dopo, ricevere un suo messaggio? O di cercare la risposta a un dilemma interiore e trovarla casualmente nella pagina di un libro aperto per errore?

Niente paura, non stiamo impazzendo. Carl Gustav Jung chiamava tutto questo sincronicità: il legame tra eventi che avvengono contemporaneamente, connessi non da un rapporto di causa-effetto, ma da un significato profondo.

Carl Gustav Jung

Ho dedicato gli ultimi giorni all'analisi di uno dei testi più affascinanti e complessi del celebre psicoanalista svizzero, il saggio Sincronicità come principio di nessi acausali. Da questa immersione è nata una recensione dettagliata che ho appena pubblicato sul blog.

👉 Leggi qui la recensione completa de "La Sincronicità"

Dalla libreria alla sala d'incisione: l'omaggio dei Police

Mentre scrivevo la recensione, non ho potuto fare a meno di far partire in sottofondo un album che ha fatto la storia della musica rock: Synchronicity (1983) dei Police.

Sting, che all'epoca era un lettore accanito di Jung, rimase così folgorato da questa teoria da dedicarle un intero concept album (l'ultimo, leggendario lavoro della band prima dello scioglimento). Nel brano omonimo, Synchronicity I, il testo traduce perfettamente in musica l'idea junghiana di una connessione invisibile che unisce l'infinitamente grande all'infinitamente piccolo:

"A connect-the-dots philosophy / An effect without a cause..."

(Una filosofia che unisce i puntini / Un effetto senza una causa...)

Nel redigere il suo rivoluzionario (e discusso) saggio, Jung collaborò con il fisico quantistico Wolfgang Pauli, per dimostrare che psiche e materia non sono separate, ma viaggiano su binari paralleli. I Police, a modo loro, hanno colto questa intuizione e l'hanno trasformata in un brano New Wave ossessivo, sferzante e indimenticabile.

Mettetevi comodi, fate partire il brano qui sotto e poi fatemi sapere nei commenti: qual è la coincidenza più incredibile che vi sia mai capitata?



Libri da leggere a giugno

Segnalo agli indomiti frequentatori di questo blog che è online una nuova puntata della mia ormai irrinunciabile (almeno per me!) rubrica dedicata ai libri da leggere. Anche questo mese ho affrontato il duro compito di rovistare tra scaffali, novità editoriali e tentazioni libresche per selezionare cinque titoli che meritano attenzione.

Se anche voi avete quella fastidiosa e irrefrenabile abitudine di comprare libri più velocemente di quanto riusciate a leggerli, questa selezione potrebbe peggiorare sensibilmente la situazione. Ma diciamocelo, in fondo esistono vizi ben peggiori.

E allora buona lettura e buon ampliamento della pila dei libri sul comodino!

Leggi l'articolo completo: 5 libri da leggere a giugno 2026

mercoledì 3 giugno 2026

La notte in cui bruciò la Casa Bianca

Nell’agosto del 1814, nel pieno del conflitto tra Stati Uniti e Gran Bretagna noto come La Guerra del 1812, le truppe britanniche entrarono a Washington e incendiarono alcuni degli edifici più simbolici della giovane repubblica americana. Tra questi, anche la residenza presidenziale, la Casa Bianca, che allora era ancora una struttura relativamente recente e incompleta. L’episodio passò alla storia come il “Burning of Washington”, un gesto tanto militare quanto simbolico: colpire il cuore politico del nemico, dimostrare che nessuna istituzione è davvero intoccabile in tempo di guerra.

La Casa Bianca venne data alle fiamme insieme al Campidoglio e ad altri edifici pubblici. Le cronache raccontano una città svuotata, con i funzionari in fuga e un esercito americano incapace di difendere la capitale. Eppure, proprio da quella vulnerabilità nacque una narrazione destinata a rafforzare l’identità degli Stati Uniti: la ricostruzione successiva divenne un atto politico oltre che materiale, una forma di resistenza simbolica.


A più di due secoli di distanza, quell’immagine – una capitale che brucia, il potere che arretra, le istituzioni che vacillano – continua a esercitare una strana attrazione, perché parla di qualcosa che non appartiene solo al passato. Oggi non sono le armate straniere a mettere alla prova la solidità degli Stati, almeno non nei termini ottocenteschi. Le “incursioni” — droni a parte — sono più spesso interne, politiche, mediatiche, digitali: crisi di legittimità, polarizzazioni estreme, violenza verbale che erode la fiducia nelle istituzioni molto prima che si arrivi a una loro crisi materiale.


Il punto, allora, non è l’incendio in sé, ma ciò che rappresenta: la fragilità del centro simbolico del potere. Nel 1814 bastò una manciata di ore per dimostrare che anche una capitale può essere attraversata e colpita. Oggi la sensazione è che il tempo necessario non sia più quello di un esercito in marcia, ma quello molto più sottile della disinformazione, della radicalizzazione e della perdita di consenso condiviso.


Rievocare il rogo della Casa Bianca significa quindi interrogarsi su quanto siano davvero solide le architetture politiche contemporanee. Le istituzioni moderne sono certamente più robuste di quelle di inizio Ottocento, ma sono anche più dipendenti da un equilibrio invisibile: la fiducia. E quando quella si incrina, anche senza fiamme visibili, l’effetto può ricordare – in forma diversa ma non meno inquietante – un antico incendio nella capitale.

martedì 2 giugno 2026

Peter Hujar's Day: una giornata interminabile

 

C’è un limite sottilissimo che separa il cinema d'autore contemplativo dal vuoto cosmico spacciato per arte. Peter Hujar's Dayscritto e diretto nel 2025 da Ira Sachsnon solo supera quel limite, ma ci si adagia sopra per tutta la sua estenuante durata.

L'idea di partenza, a dire il vero, era anche buona: l'alleanza tra cinema e l'estetica cruda, intima e malinconica del leggendario fotografo Peter Hujar offriva sulla carta un terreno fertile per un racconto visivo potente. Purtroppo, tra le intenzioni e il risultato finale si è consumato un vero e proprio disastro cinematografico.


Tratto da un'intervista del 19 dicembre 1974 della scrittrice Linda Rosenkrantz al fotografo Peter Hujar nel suo appartamento di New York, il film si basa su una trascrizione rinvenuta nel 2019 presso la Morgan Library, recuperata dopo che il nastro della registrazione originale era andato perduto e il progetto di un libro correlato era naufragato. Grazie a questo ritrovamento, Rosenkrantz ha potuto pubblicare l'opera nel 2021, ponendo le basi per l'adattamento cinematografico le cui riprese si sono svolte a New York.

La vita futura

Uscito nel 1936 con la regia di William Cameron Menzies, La vita futura ( Things to Come ) è un'opera monumentale che occupa un posto d...