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sabato 9 maggio 2026

La mite di Fëdor Dostoevskij

Di recente ho recensito La mite di Fëdor Dostoevskij, uno dei racconti più intensi e inquietanti dell’autore russo. Un testo breve solo in apparenza, perché dentro quelle poche pagine si spalanca un abisso psicologico e umano di straordinaria potenza.

A colpire ancora oggi è soprattutto la modernità dell’impostazione narrativa: il lungo monologo del protagonista, frammentato, contraddittorio, quasi un flusso di coscienza ante litteram, sembra anticipare molta narrativa del Novecento e persino certa sensibilità cinematografica contemporanea. 

Dostoevskij riesce a costruire un racconto soffocante e lucidissimo, nel quale verità, autoassoluzione e senso di colpa s'intrecciano senza tregua.

La recensione completa è qui.



giovedì 21 agosto 2025

Quando Marlene Dietrich voleva uccidere il Führer

Ucciderò il Führer è un racconto lungo, pubblicato da Delos Digital nella collana dedicata alle ucronie, ambientato nella Berlino degli anni ’30, tra locali notturni, intrighi e ombre del regime nazista. 

La protagonista è la star del cinema Marlene Dietrich, una donna dal fascino magnetico e dalla determinazione inattesa, che si muove tra seduzione e pericolo, fino a concepire un piano folle: cambiare il corso della Storia.

In poche pagine si intrecciano tensione politica, atmosfere noir e un sottile gioco psicologico che rende la lettura rapida ma intensa. Una storia che cattura per il ritmo serrato e per la sua capacità di evocare un’epoca cupa con toni quasi cinematografici.

👉 Scopri il racconto, disponibile per tutte le piattaforme digitali, qui: Ucciderò il Führer

giovedì 30 maggio 2024

Un racconto da leggere… Tutto d’un fiato!

Con Tutto d’un fiato, pubblicato da Mondadori nella collana XS, Antonio Moresco stupisce i suoi fedeli lettori cimentandosi in un genere narrativo non facile, il racconto. Una dimensione che lo scrittore affronta a modo suo, con un testo asciutto, dalla prosa essenziale ma levigata. Poche decine di pagine che si leggono, parafrasando il titolo del racconto, davvero tutte d’un fiato. 

È un testo dal sapore spiccatamente autobiografico, quasi un’istantanea “on the road”, che ci mostra lo scrittore in viaggio di notte da Milano fino all’estremo sud della penisola. 

La narrazione è attraversata da una nota inquietante quasi noir, il pericolo determinato dalla stanchezza mortale e dal sonno incombente che assediano l’uomo al volante, mentre la sua compagna dorme sul sedile accanto, vinta dalla stanchezza. Tra un sorpasso e uno sbandamento, mentre lotta per rimanere sveglio, l’uomo al volante si abbandona al flusso incessante dei propri pensieri. Compie riflessioni lucide e taglienti sulla situazione economica e politica del nostro paese, sulla sua condizione di scrittore emerso tardivamente dall’ombra, ma – almeno questo è il pensiero di Moresco – condannato comunque all’irrilevanza. 

Eppure, nonostante l’amarezza e la cupezza, accentuate forse anche dallo sfondo della notte e dallo stato di spossatezza, il protagonista è allo stesso tempo sorpreso e come rianimato da una nuova consapevolezza. Una nuova realtà che assume per lui il carattere dell’imprevedibilità, quasi di un miracolo. 

venerdì 24 maggio 2024

Il fascino della morte: Iustitia Mortis

Qualche tempo fa ho partecipato con un mio racconto a Iustitia Mortis, un'antologia dall'argomento particolarmente interessante, anche se... non troppo allegro, forse: la morte.

Per molti versi infatti essa ci appare tristemente infausta, eppure è anche evidentemente un percorso della vita stessa e della sua evoluzione. La scomparsa di una persona cara ci lascia un vuoto incolmabile, eppure spesso, a ben vedere, dopo il tragico evento molti piccoli tasselli dell’esistenza sembrano andare al loro posto, come se la morte di un individuo fosse feconda e ricca di significato come la sua stessa vita.

Sono due dei tanti e piccoli misteri, delle pressanti domande che hanno creato Morte, un mito e un personaggio che gode di un certo carisma e di considerazione nelle fantasie umane come nella letteratura.

Ne è scaturita un'antologia di racconti, pubblicata da Edizioni Scudo, che si legge come un vero e proprio romanzo, ricco di riflessioni e di stupori. 

In coda, l'infaticabile editor Giorgio Sangiorgi, come nel suo stile, si è riservato il piacere di chiudere il libro con un lieto fine. Per quanto possibile, ovviamente…

La copertina, suggestiva, è del maestro Luca Oleastri; le numerose (ben 26) illustrazioni interne sono realizzate da Giorgio Sangiorgi.

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lunedì 20 maggio 2024

Ultime Letture, il romanzo-antologia di Giorgio Sangiorgi


Per i tipi di Edizioni Scudo, nella collana Earth's Tales, è appena uscito un libro molto particolare, Ultime Letture

Si tratta di un "romanzo-antologia" di Giorgio Sangiorgi, che - è questa la particolarità - ospita al suo interno racconti (di vari generi letterari), firmati da diversi autori, tra i quali il sottoscritto. 

La scheda del volume:

Due vecchi amici hanno l’occasione di trascorrere quelle che saranno le loro ultime giornate insieme. Anche per sfuggire all’imbarazzo di questa situazione, decidono che ad ogni loro incontro leggeranno un racconto di un’antologia che si intitola “Ultime letture”. Questo darà modo loro di continuare un dibattito sulla natura dell’esistenza, portato avanti per una vita intera. Ma la cosa diventa anche più drammatica: un vero rito per scongiurare il più possibile un infausto evento.

Giorgio Sangiorgi costruisce quindi un romanzo che è anche un’antologia di racconti, un po’ come “Le mille e una notte”. Gli autori che lo hanno affiancato in quest’impresa sono: Elisa Tomassi, Roberto Furlani, Annarita Stella Petrino, Marco Donna, Michela Poggio, Andrea Cabassi, Simone Orlandi, Francesco Cotrona, Luigi Milani, Luigi Valerio, il7 Marco Settembre, Marco Orlandi, Carlo Alberto Bentivoglio.


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sabato 18 maggio 2024

Il momento è delicato


Il problema che talvolta affligge certe antologie di racconti è lo stesso che non di rado mina la validità di certe raccolte musicali, i cosiddetti "Greatest Hits": la discontinuità, la disomogeneità qualitativa. È ciò che accade puntualmente anche ne Il momento è delicato, collezione di racconti di Niccolò Ammaniti, autore peraltro di grandissimo successo, tradotto anche in molti paesi stranieri.

Il titolo allude, con una buona dose di sarcasmo, alla risposta negativa che un direttore editoriale diede molti anni all'allora esordiente Ammanniti, quando lo scrittore propose come sua opera prima un libro di racconti, appunto. 


A distanza di molti anni da quel momento, Einaudi ha di recente pubblicato questo libro, come una sorta di tardiva riparazione, chissà. Del resto è ben nota l'avversione quasi patologica nutrita da molti editori nei confronti di una forma letteraria, quella dei racconti, non meno nobile e importante del "fratello maggiore" rappresentato dal romanzo.


E tuttavia, come accennavamo in apertura, non tutto è andato per il verso giusto in questa che si offre al vasto pubblico dei lettori di Ammanniti come la summa dei suoi racconti, da quello d'esordio alle prove più recenti. I racconti più riusciti sono quelli nei quali l'autore dà libero sfogo alla sua vena grottesca e surreale, quando non addirittura splatter.

 

Particolarmente riuscito ad esempio il racconto Giochiamo?, scritto con Antonio Manzini, un testo grottesco e truculento che vuole essere a suo modo un omaggio al grande Joe Lansdale. Divertente Alba tragica, un bizzarro racconto fantascientifico che vede protagonisti un barbone e Alba Parietti. Di nuovo con Manzini l'autore firma Sei il mio tesoro, un racconto grottesco e surreale scritto però con approccio iperrealistico: anche in questo caso il risultato è ottimo.


Diverso il discorso per un blocco di racconti dedicati all'adolescenza – dimensione che pure di solito è congeniale all'autore – tratti da Nel nome del figlio, un libro scritto anni fa in coppia con il padre, il celebre psicanalista Massimo Ammanniti. Questi risultano spesso fiacchi, quando non forzati nella struttura narrativa, che sembra risentire dell'impostazione “a tavolino” dell'opera. 


Si ha la sensazione che questo libro potrebbe scontentare chi ha amato i romanzi di Ammanniti, in considerazione dell'oggettiva differenza, forse più contenutistica che stilistica, insita in questo materiale. Eppure, al contrario, sorvolando su quella sezione menzionata poc'anzi, Il momento è delicato è un'opera godibile, specie per chi non voglia avventurarsi in letture troppo impegnative.


Titolo: Il momento è delicato

Autore: Niccolò Ammanniti

Casa Editrice: Einaudi

Anno: 2013

Pp. 380

mercoledì 15 maggio 2024

Un altro addio: Alice Munro

Periodo triste, questo, per chi ama la grande letteratura. Dopo la recente scomparsa di Paul Auster, lunedì scorso è deceduta, all'età di 92 anni, la grande Alice Munro

Non a torto era considerata, assieme a John Cheevermaestra indiscussa del genere, nient'affatto facile, del racconto breve. Leggendarie le sue molteplici revisioni e il tempo che dedicava alla scrittura di ogni suo testo. 

Ogni volta che, nel mio piccolo, mi accingo a consegnare un racconto all'editore, mi torna appunto alla mente il suo modus operandi, il che mi costringe a rivedere per l'ennesima volta il testo che mi sembrava ormai pronto. Del resto la semplicità (apparente) e la limpidezza della forma, tipiche della prosa della Munro, rappresentano un traguardo ahimè irraggiungibile.

Trattava, spesso con inaspettata verve ironica, argomenti non facili quali il sesso, il desiderio, il senso di sconfitta,  la vecchiaia, la malattia. Ambientazione ricorrente, a me molto cara, la provincia rurale canadese.

Se dovessi consigliare un libro per accostarsi a questa grande scrittrice, vi proporrei Nemico, amico, amante… del 2001, raccolta di racconti esemplare dello stile e delle tematiche della Munro.

E pensare che il genere letterario del racconto è quasi sempre considerato con sufficienza dagli editori, perchè giudicato poco commerciale. Che errore, che imperdonabile miopia.

La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...