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domenica 13 ottobre 2024

Taylor Swift: Il fenomeno Pop tra meriti artistici e abilità commerciale

Taylor Swift rappresenta uno dei fenomeni più emblematici della musica contemporanea, amata da milioni di fan in tutto il mondo e capace di conquistare un successo che genera guadagni colossali.

Tuttavia, dietro l’apparente brillantezza della sua carriera, emergono alcuni limiti artistici e una spiccata capacità di sfruttare meccanismi commerciali che fanno riflettere.

Uno dei principali limiti di Taylor Swift è la prevedibilità della sua musica. Nonostante i suoi tentativi di evolversi, passando dal country degli inizi al pop più commerciale e persino esplorando sonorità indie e alternative, le sue canzoni tendono a seguire schemi ricorrenti: melodie semplici al limite del banale, liriche sentimentali e arrangiamenti che raramente osano sperimentare. Questo rende molte delle sue produzioni un po' piatte e, in alcuni casi, prive di profondità artistica.

Anche se è vero che Taylor ha dimostrato una certa abilità nel songwriting, i suoi testi spesso si concentrano su temi limitati, soprattutto relazioni amorose travagliate e rivalità personali. Ciò rende la sua musica ripetitiva, specialmente per chi cerca complessità o originalità.

Il successo della mediocrità, si potrebbe dire, nell'era della musica plastificata, studiata per piacere a ogni costo. Ma forse è giusto così: ogni generazione ha i suoi modelli di riferimento. Certo, dai mostri sacri Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin e, in anni più recenti, Depeche Mode e Nirvana alla Swift il salto è lungo e forse poco comprensibile, specie per i meno giovani, ma in fondo è il nuovo è che avanza... O no?

Foto © Gareth Cattermole/TAS24/Getty Images

mercoledì 9 ottobre 2024

Il ritorno delle audiocassette

Pare che le mitiche audiocassette audio stiano tornando di moda, parallelamente al revival dei dischi in vinile. Molti artisti famosi, da Taylor Swift a Lady Gaga, hanno pubblicato i loro album anche in versione musicassetta.

Cedendo al fascino della nostalgia canaglia, la notizia mi fa piacere, essendo stato per molti anni un grande utilizzatore di cassette, nonostante la loro qualità audio non certo eccelsa. Ma questo offriva la tecnologia di un tempo.

In anni preistorici le registravo dapprima dalle radio private (che una volta i benpensanti chiamavano radio pirate) FM con un indistruttibile radioregistratore Grundig, poi nel corso degli anni con varie piastre di registrazione (Pioneer, Technics, Aiwa con tanto di regolazione fine del bias!). 

La mia marca di cassette preferita era TDK, nelle varie versioni, specie la superlativa TDK SA.

Per non parlare dell’avvento del mitico Walkman Sony, mio inseparabile compagno nei primi anni ‘80 e durante il tedioso servizio militare.

Tuttavia confesso di non rimpiangerle granché, come non rimpiango affatto neanche il vinile. Quando è arrivato il CD ho tirato un grosso respiro di sollievo. Niente fruscii, scricchiolii, qualità da vendere.

È vero, oggi con lo streaming dei vari Spotify, Deezer, Apple Music e compagnia cantante, appunto, abbiamo potenzialmente accesso a una discografia sterminata, ma, come dire, allo stesso tempo volatile ed evanescente. 

Possedere fisicamente un disco è un’altra cosa, diciamocelo. Posso ascoltare come e quando voglio un determinato album senza dover sottostare ad abbonamenti, richieste snervanti di password, dischi scomparsi perché ritirati dai cataloghi per oscure ragioni di copyright, ecc. 

Non è poco, credetemi.

La copertina di "Johnny and Mary", 45 giri di grandissimo successo di Robert Palmer
mostra l'artista mentre ascolta musica da un Walkman, all'epoca (1980) oggetto di culto


La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...