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domenica 28 giugno 2026

Il buongiorno del mattino: una commedia brillante, anche troppo

Il buongiorno del mattino è una commedia brillante e piacevole, perfetta per trascorrere un paio d'ore all'insegna della leggerezza. Del resto, dietro la macchina da presa c'è Roger Michell, il regista di Notting Hill, e il suo tocco si riconosce nella capacità di confezionare un racconto scorrevole, popolato da personaggi simpatici e situazioni divertenti.

Il film però ogni tanto eccede nel voler essere brillante a tutti i costi. I toni sono spesso sopra le righe e la colonna sonora, onnipresente e fin troppo frizzante, finisce per risultare a tratti fastidiosa. Si ha quasi l'impressione che lo spettatore debba divertirsi per forza, come se il ritmo incessante e la musica non gli lasciassero il tempo di respirare.

martedì 11 novembre 2025

Ender’s Game, quando l'adattamento cinematografico fallisce

Ender’s Game è l’esempio perfetto di come un romanzo di fantascienza complesso e affascinante possa essere trasformato in un film piatto, senz’anima e privo di qualsiasi tensione emotiva. 

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Orson Scott Card, scrittore statunitense di fantascienza e fantasy. Il libro, pubblicato nel 1985, è considerato un classico del genere e ha vinto sia il Nebula Award che l’Hugo Award. Racconta la storia di un ragazzo geniale, Ender Wiggin, addestrato sin da piccolo in una scuola militare spaziale per combattere una razza aliena. Il romanzo è molto più complesso e profondo del film, soprattutto nei temi morali, psicologici e politici.

Gavin Hood dirige con mano incerta, incapace di restituire la profondità morale e psicologica dell’opera di Orson Scott Card, riducendo tutto a un videogioco patinato in cui i personaggi si muovono come pedine senza vita.

Asa Butterfield è un protagonista monocorde, mentre Harrison Ford sembra annoiato da se stesso. 

Gli effetti speciali, per quanto convincenti, non riescono a compensare la mancanza di una vera regia o di un ritmo avvincente. Ne risulta un film freddo e prevedibile, che tenta invano di apparire intelligente ma finisce per sembrare solo pretenzioso.

venerdì 4 luglio 2025

Shrinking: Un'occasione mancata nonostante i temi importanti

Ho appena terminato la visione della serie Shrinkingprodotta da Apple TV+,  e, devo ammetterlo, la serie mi ha lasciato con un retrogusto di delusione. Nonostante tocchi temi estremamente rilevanti come il lutto, la salute mentale e le dinamiche familiari, la sua esecuzione complessiva risulta purtroppo noiosa e scialba.

Il problema principale, a mio avviso, risiede nel suo tono eccessivamente da soap opera. Le situazioni, i dialoghi e persino le reazioni dei personaggi sono spesso amplificati in maniera poco credibile, rendendo difficile empatizzare con le loro vicende. Questa enfasi, oscillante tra il grottesco e il melodrammatico, finisce per svilire la profondità degli argomenti trattati, trasformandoli in pretesti per scene più ad effetto che autenticamente sentite.


A ciò si aggiunge un "over acting" evidente da parte di alcuni membri del cast, che contribuisce a rafforzare la sensazione di trovarsi di fronte a una finzione esagerata piuttosto che a una rappresentazione realistica. Le interpretazioni spesso forzate tolgono credibilità alle situazioni, rendendo difficile immergersi completamente nella narrazione.


L'unica nota positiva, un vero e proprio raggio di sole in questo panorama un po' grigio, è Harrison Ford. La sua performance è, come sempre, caratterizzata da una asciuttezza e professionalità impeccabili. Riesce a rendere il suo personaggio credibile e sfaccettato, anche con poche battute o espressioni. Tuttavia, è proprio qui che si percepisce la sensazione di un talento sprecato: Ford sembra quasi un gigante in un campo troppo piccolo per lui, e il suo contributo, pur eccellente, non basta a sollevare le sorti complessive della serie.


Shrinking aveva tutte le carte in regola per essere una serie profonda e toccante, ma la scelta di un approccio troppo superficiale e con toni troppo da soap, aggravata inoltre da interpretazioni altalenanti, l'ha resa un'occasione mancata. Peccato, perché i temi meritavano decisamente di più.

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