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mercoledì 22 luglio 2026

C’è un folle alla Casa Bianca


Come previsto, la seconda presidenza di Donald Trump ha trasformato gli Stati Uniti in una potenza guidata non dalla prudenza strategica, ma dall’impulso, dalla vendetta politica e dall’ossessione per la forza. Non è più soltanto una questione di destra o sinistra. È la constatazione che alla Casa Bianca siede uno squilibrato, che governa come se il mondo fosse un reality show e la diplomazia un’arena per umiliare gli avversari.

L’episodio più grave è stata la guerra illegale scatenata contro l’Iran. Trump ha scelto l’escalation militare contro Teheran presentandola come un atto di deterrenza, ma il risultato è stato l’opposto: il Medio Oriente è precipitato in una nuova spirale di instabilità, con il rischio concreto di un conflitto regionale dalle conseguenze incalcolabili. Una decisione presa nel nome della sicurezza americana che ha invece moltiplicato l’insicurezza globale.


domenica 14 giugno 2026

Trump e la vittoria immaginaria sull’Iran

Donald Trump festeggia, si autoproclama vincitore di una guerra insensata e distribuisce medaglie immaginarie come un imperatore romano in cerca di applausi. Peccato che la sua presunta “vittoria” sull'Iran assomigli sempre più a una trovata propagandistica che a un successo reale.

Dopo aver contribuito negli anni a demolire gli accordi che avevano almeno contenuto il problema nucleare iraniano, Trump ha scelto la strada dello scontro, ha alimentato una crisi che non sarebbe mai dovuta esistere e ora pretende di essere celebrato come il pompiere che ha spento l'incendio dopo aver giocato con i fiammiferi. Molti degli obiettivi dichiarati all'inizio del conflitto — dalla fine del programma nucleare iraniano al ridimensionamento definitivo del regime — appaiono tutt'altro che raggiunti.

Ancora più curioso è che Washington e Teheran sembrino spesso raccontare due storie diverse sugli accordi raggiunti, mentre lo stesso Trump continua ad annunciare intese imminenti, svolte decisive e trionfi storici che vengono regolarmente smentiti o ridimensionati dai fatti e dagli stessi interlocutori iraniani. 

La scena ricorda irresistibilmente il celebre "Mission Accomplished" di George W. Bush: molta enfasi, molte bandiere, molta retorica patriottica e una realtà assai meno gloriosa. Persino diversi osservatori hanno sottolineato che l'Iran è ancora lì, il regime non è crollato e molte delle questioni che avrebbero dovuto essere risolte restano aperte.

Ma Trump ha bisogno di una vittoria da esibire. E così una guerra inutile, nata dalle conseguenze delle sue stesse deliranti decisioni influenzate dall'alleato "burattinaio" Benjamin Netanyahuviene trasformata nell'ennesimo spettacolo mediatico, dove la narrazione conta più dei risultati. Il problema è che la realtà, prima o poi, presenta sempre il conto.

La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...