Visualizzazione post con etichetta Paolo Sorrentino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paolo Sorrentino. Mostra tutti i post

lunedì 9 dicembre 2024

L'esordio di Sorrentino: L’uomo in più


Con L’uomo in più (2001), Paolo Sorrentino esordisce alla regia con un'opera che, pur mostrando qualche ingenuità narrativa, lascia intravedere chiaramente il talento del futuro autore di opere importanti come La grande bellezza. 

Il film è un ritratto dolente e ironico di due uomini accomunati da un destino fallimentare: Tony Pisapia, cantante melodico ormai sul viale del tramonto, interpretato da un magnifico Toni Servillo bizarramente capelluto e il suo omonimo, un calciatore costretto al ritiro da uno scandalo.  

Servillo è senza dubbio l’anima del film. Con una prova di recitazione superba, dà vita a un personaggio che trasuda disillusione, arroganza e malinconia. 

Tony Pisapia ricorda molto l'iconico Franco Califano, con quel misto di cinismo e fragilità che lo rende al contempo irritante e struggente. Servillo riesce a restituire con straordinaria sensibilità la complessità del personaggio, risultando credibile in ogni sfumatura, dal cantante spavaldo all'uomo distrutto.  

La regia di Sorrentino è già riconoscibile per il suo stile visivo raffinato e per il gusto nel costruire atmosfere dense e sospese. Tuttavia, il film presenta alcune lentezze e buchi di sceneggiatura che, se da un lato tolgono fluidità al racconto, dall’altro non compromettono l’impatto emotivo della storia. 

La narrazione è talvolta tagliata con l’accetta, con momenti che avrebbero beneficiato di una maggiore profondità o di un respiro più ampio.  

Nonostante questi difetti, L’uomo in più è una buona opera prima, che segna l'inizio di una carriera brillante. 

La storia di Tony Pisapia è una parabola amara sulla solitudine e sul fallimento, temi che Sorrentino svilupperà con più maturità nei suoi lavori successivi.

È un film che merita di essere visto, se non altro per la straordinaria interpretazione di Toni Servillo e per il fascino di un regista già capace di mettere a fuoco il suo universo poetico, pur con qualche sbavatura "di gioventù".

domenica 28 luglio 2024

L'amico di famiglia

L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino è un film del 2005 che, con il suo stile inconfondibile, cattura l'attenzione e l'immaginazione del pubblico. La pellicola racconta la storia di Geremia de' Geremei, un usuraio dal carattere bizzarro e solitario, che incarna la complessità e l'ambiguità morale dell'essere umano. 

La performance di Giacomo Rizzo nel ruolo principale è magistrale, rendendo il personaggio affascinante e repulsivo allo stesso tempo. Oltretutto l'attore, così conciato, presenta un'impressionante somiglianza con l'indimenticabile Charles Bukowski.


Uno degli aspetti più positivi del film è la sua estetica visiva. Sorrentino, come al solito, utilizza una cinematografia ricca e stilizzata per creare un'atmosfera unica, intrisa di surrealismo e poesia. La colonna sonora, curata da Teho Teardo, completa perfettamente l'ambiente suggestivo del film, sottolineando i momenti più intensi con delicatezza e precisione.

Tuttavia, L'amico di famiglia non è privo di difetti. A tratti la trama è  frammentata e poco lineare, con una narrazione che a tratti sembra perdersi in digressioni stilistiche. Inoltre il tono grottesco e la rappresentazione di alcuni personaggi possono risultare eccessivamente caricaturali, rendendo difficile empatizzare con essi.

In conclusione, si tratta di un'opera che dimostra il talento di Sorrentino nel creare mondi cinematografici ricchi e complessi. Nonostante alcune scelte narrative a mio parere non riuscitissime, il film rimane un'esperienza visiva e emotiva intensa, capace di lasciare un segno duraturo nello spettatore.

La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...