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domenica 26 aprile 2026

Death by Lightning, un'occasione mancata

A proposito di attentati ai presidenti USA, vi segnalo Death by Lightning, miniserie di argomento storico prodotta da Netflix e disponibile sulla piattaforma dallo scorso autunno. Il lavoro, benché apprezzabile negli intenti, si rivela purtroppo l’ennesimo esempio di come una confezione impeccabile possa diventare un guscio vuoto se non sorretta da un equilibrio narrativo adeguato. 

Nonostante la ricostruzione formale sia efficace, con costumi e scenografie che restituiscono con precisione la polvere e il rigore dell'America di fine Ottocento, l'intera operazione affoga in una messa in scena inutilmente punitiva. La fotografia indulge in modo esasperato in scene buie e sottoesposte, un vezzo estetico purtroppo molto diffuso (c'è chi lo spiega con motivazioni economiche, ossia per risparmiare sulle luci) che non aggiunge atmosfera, ma genera solo un profondo fastidio visivo, costringendo lo spettatore a sforzare la vista per distinguere volti e dettagli sepolti in una penombra piatta e dilagante.

In questo scenario visivamente ed emotivamente cupo, l'unica vera luce è rappresentata dalla prova di Michael Shannon: l'attore infonde nel suo James A. Garfield una dignità e una presenza scenica straordinarie, riuscendo a restituire un barlume di umanità autentica anche nei momenti più statici. Al suo fianco, il resto del cast fa onestamente ciò che può per restare a galla, ma tutti gli interpreti si ritrovano a lottare contro una scrittura che rema loro contro. I dialoghi infatti suonano spesso anacronistici e forzati, improntati come sono a una modernità di linguaggio che stride con il contesto storico e priva il racconto della solennità che invece dovrebbe avere.

Questa sorta di oscurantismo visivo e verbale sembra quasi voler nascondere la fragilità di una sceneggiatura che scivola continuamente nella caricatura grottesca. Sebbene la vicenda storica offra spunti surreali, la miniserie sceglie la strada della forzatura interpretativa per i personaggi secondari, trasformando figure storiche complesse in macchiette teatrali prive di reale spessore. 

Nonostante il carisma di Shannon e l'impegno degli altri attori, la serie si rivela un’esperienza frustrante dove lo stile soffoca la sostanza, trasformando quella che poteva essere una potente indagine politica in uno spettacolo artificioso, fastidioso sul piano visivo e claudicante su quello narrativo.



lunedì 22 dicembre 2025

Elvis & Nixon: quando il Re del Rock incontrò il Presidente

Diciamocelo chiaramente: c’è qualcosa di irresistibilmente assurdo nell’idea che, in un freddo mattino di dicembre del 1970, il Re del Rock 'n' Roll, Elvis Presley, si sia presentato senza preavviso alla Casa Bianca chiedendo udienza al Presidente Richard Nixon. Ma non solo è successo, è anche diventato il soggetto di una delle commedie più deliziose e sorprendenti degli ultimi anni: Elvis & Nixon di Liza Johnson. 

Se vi aspettate un noioso dramma storico, siete fuori strada. Questo film è una brillante e arguta ricostruzione, che flirta costantemente con il surreale. Il vero colpo di genio qui sta nel casting, perché Michael Shannon e Kevin Spacey sono semplicemente incredibili.


Shannon, nei panni di un Elvis ossessionato dall'idea di "salvare l'America" e di ottenere un distintivo da agente federale, cattura perfettamente la bizzarra eccentricità del Re, regalandoci una performance che va oltre la semplice imitazione, ma scava nella solitudine e nella megalomania dell'icona. 


Dall'altra parte, Spacey è un Nixon misurato, impacciato e costretto dal suo entourage ad accettare questo incontro pubblicitario, trasformando lo Studio Ovale in un ring per due titani egocentrici. La chimica tra i due è pazzesca, e il loro scontro/incontro è un balletto di ego, malintesi e battute al vetriolo che vi farà ridere di gusto.


La bellezza di Elvis & Nixon risiede proprio nella sua semplicità: il film si concentra sull'assurdità della situazione e sui minuti che hanno portato a quella famosissima foto (che, a quanto pare, è ancora la più richiesta negli archivi presidenziali). Non ci sono effetti speciali o trame contorte, ma solo l'abilità di Liza Johnson nel ricreare un'atmosfera d'epoca ricca di dettagli e un umorismo sottile e intelligente. È una satira garbata sul potere, sulla celebrità e su quanto spesso la realtà superi la fantasia.


Se state cercando per queste lunghe e fredde serate una commedia sofisticata e con interpretazioni di altissimo livello che vi lascino con un sorriso, smettete di cercare. Recuperate Elvis & Nixon stasera stessa e preparatevi a godervi questo bizzarro ma meraviglioso pezzo di storia pop americana. Non ve ne pentirete.

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