Se c’è una cosa di cui avevamo disperatamente bisogno in questo periodo, è un disco capace di strapparci dalla frenesia e dalle angosce del presente per proiettarci in un’altra dimensione. Reality Awaits dei The Strokes fa esattamente questo: non si limita a farsi ascoltare, si vive. Fin dai primi secondi, l'album avvolge infatti l'ascoltatore in una bolla psichedelica fuori dal tempo, dove l'illusione si fonde con la realtà e il suono diventa forma, colore ed emozione pura.
L'aspetto più affascinante dell'opera è la sua straordinaria capacità di creare paesaggi sonori tridimensionali ed estremamente ipnotici. Le trame musicali si sviluppano tra synth fluttuanti, riverberi cosmici e chitarre che sembrano viaggiare su frequenze incantate, guidando chi ascolta attraverso un suggestivo stato di trance vigile. Si tratta di una psichedelia colta e raffinata, mai caotica, capace di cullare con eleganza e al tempo stesso di sorprendere attraverso improvvise aperture melodiche e cambi di ritmo carichi di pathos ed energia.