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lunedì 13 luglio 2026

The Silent Man, thriller di denuncia

The Silent Man (2017), diretto da Peter Landesman, è uno dei migliori thriller politici degli ultimi anni e un esempio di cinema civile capace di unire rigore storico, tensione narrativa e una riflessione che oggi appare più urgente che mai. Ispirato alla storia vera di Mark Felt, interpretato con straordinaria intensità da Liam Neeson, racconta il coraggio di un uomo disposto a mettere a rischio tutto pur di difendere la legge da chi avrebbe dovuto incarnarla. Accanto a lui, un'algida Diane Lane offre una prova elegante e intensa, sostenuta da un cast impeccabile.

Landesman rinuncia agli artifici spettacolari e costruisce un racconto asciutto, teso e rigoroso, lasciando che siano i fatti a parlare. Il risultato è un film che non cerca eroi invincibili, ma uomini e donne chiamati a scegliere tra il silenzio e la responsabilità, tra la convenienza personale e la difesa dello stato di diritto.


venerdì 13 febbraio 2026

La verità inventata - A thousand lines

La verità inventata - A thousand lines è un film riuscito, capace di trasformare uno dei più grandi scandali giornalistici dei nostri tempi in un racconto coinvolgente e visivamente accattivante. 

Il primo elemento che colpisce è senza dubbio il ritmo incessante: la narrazione procede con una rapidità che non concede pause, rispecchiando perfettamente la frenesia delle redazioni moderne e l'escalation adrenalinica della menzogna. 


Questa fluidità narrativa è sostenuta da una regia impeccabile e dinamica, in grado di spaziare dalla tensione psicologica al dinamismo più puro, e da una fotografia patinata e moderna che esalta la dicotomia tra la realtà dei fatti e la perfezione artificiale delle storie inventate dal protagonista.


Il film riesce anche nell'impresa non scontata di divertire sinceramente il pubblico, sfruttando una vena ironica che mette a nudo la vanità del sistema mediatico. Tuttavia, è proprio questo taglio satirico così marcato a rappresentare l'unico elemento di ambiguità: se da un lato rende la visione brillante e accessibile, dall'altro finisce per smussare in parte la gravità etica della vicenda reale, rischiando di far passare in secondo piano la profondità del danno professionale a favore della caricatura grottesca. 


Nonostante questa scelta di tono possa a tratti nuocere alla drammaticità del tema, il risultato finale rimane un pezzo di cinema solido, esteticamente appagante e profondamente godibile, adatto a farci riflettere su quanto possa essere manipolabile il racconto dei fatti. Quando il giornalismo si trasforma in finzione e falsità.

H.G. Wells aveva previsto il futuro

Due secoli di sonno e Graham si risveglia nella Londra del 2100, scoprendo di essere diventato, suo malgrado, l'uomo più ricco e potente...