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giovedì 21 maggio 2026

Quando il cinema scompare

C’è un’idea piuttosto diffusa secondo cui, grazie allo streaming, oggi abbiamo tutto il cinema a portata di click. È una sensazione comoda, rassicurante. Peccato che sia, nella maggior parte dei casi, un’illusione. Chi guarda film con un minimo di attenzione se n’è accorto: i cataloghi delle piattaforme sono fragili, volatili, provvisori. Un titolo c’è oggi e domani sparisce, senza spiegazioni, senza avvisi, come se non fosse mai esistito.

A essere penalizzati non sono quasi mai i blockbuster del momento, ma i film un po’ più datati e i classici: quelli che non fanno numeri immediati, che non si consumano in fretta. E così, mentre le novità si rincorrono tutte uguali, il cinema che conta davvero – quello che costruisce una memoria, una formazione, una passione vera – viene trattato come materiale accessorio. I grandi classici appaiono e scompaiono, spezzettati tra piattaforme diverse o semplicemente assenti, come se fossero un fastidio invece che un patrimonio.

Il risultato è un rapporto sempre più precario con la storia del cinema: un archivio a tempo determinato, governato da contratti, scadenze e algoritmi, non da un’idea culturale. Oggi puoi vedere un capolavoro, domani no. E se non l’hai visto in tempo, pazienza.

È anche per questo che, al di là della comodità indiscutibile dello streaming, continuo a pensare che il supporto fisico abbia ancora un senso profondo. Quando un film o un concerto sono davvero importanti, quando senti che fanno parte del tuo percorso personale, comprarli è un gesto di cura e di consapevolezza. Un DVD, un Blu-ray, un cofanetto non spariscono all’improvviso, non dipendono da un abbonamento né dall’umore di una piattaforma. Restano lì, disponibili, pronti a essere rivisti, riscoperti, conservati.

Forse è anche un modo – semplice, quasi ostinato – per restituire dignità e continuità a un cinema che merita di durare più di una stagione di catalogo.

mercoledì 5 novembre 2025

Piccolo appello ai romantici (e ai previdenti): continuate a comprare CD e DVD!

Lo so, lo streaming è comodo: un clic e via, tutto il mondo della musica e del cinema a portata di dito. Peccato che quel mondo sia spesso un po’ zoppo, anzi incompleto. Brani che spariscono, film che vanno e vengono come turisti distratti, classici introvabili o disponibili solo in versioni traballanti.

I CD e i DVD, invece, non ti tradiscono. Non chiedono abbonamenti, non “scadono” e non spariscono dal catalogo proprio la sera in cui avevi voglia di rivederti un vecchio noir del ’47 o ascoltare quell’album che nessuno streamma (orrido neologismo nerd) più.

Insomma, senza voler fare i nostalgici del supporto fisico, ogni tanto è bene ricordare che la cultura non dovrebbe dipendere dalla connessione Wi-Fi. E poi — ammettiamolo — una bella fila di CD e DVD sullo scaffale dà ancora una certa soddisfazione.

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