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domenica 18 ottobre 2026

Capitan America: Bianco – Il peso del ricordo e del dovere

Nata come capitolo conclusivo della celebre "Tetralogia dei Colori" di Jeph Loeb e del compianto Tim Sale — giunta dopo i successi di Spider-Man: Blu, Daredevil: Giallo e Hulk: Grigio —, Capitan America: Bianco è un'opera arrivata sugli scaffali al termine di un lungo e travagliato iter editoriale. Pubblicata a ben otto anni di distanza dal promozionale "Numero Zero" del 2008, la miniserie affronta la figura della celebre Sentinella della Libertà attraverso un filtro fatto di nostalgia, senso di colpa e memoria.

Sul piano della scrittura e dell'impostazione narrativa, l'opera conferma la forte sintonia del duo creativo. Il "bianco" del titolo non si limita a richiamare una delle tinte del costume, ma si fa metafora visiva ed emotiva della vertigine del ghiaccio in cui Steve Rogers è rimasto sospeso per decenni, del vuoto lasciato dalla perdita e di un'innocenza ormai irrecuperabile. La vicenda si apre con un Capitan America calato nel presente che riporta alla mente i giorni drammatici della Seconda Guerra Mondiale sul fronte europeo. Loeb sceglie intelligentemente di non disperdere il racconto nelle sole dinamiche belliche campali, preferendo focalizzarsi sulla relazione intima e quasi fraterna tra Steve e la sua giovane spalla, Bucky Barnes. Il cuore pulsante del volume risiede proprio nel contrasto tra l'icona incrollabile mostrata al mondo e l'uomo vulnerabile nascosto sotto la maschera, costantemente tormentato dalla responsabilità dell'addestramento e dal terrore di mandare un ragazzo a morire. A bilanciare la carica malinconica e introspettiva interviene un ben dosato ritmo da war story d'altri tempi, arricchito da momenti di cameratismo genuino grazie alla presenza degli Howling Commandos di Nick Fury.


giovedì 5 marzo 2026

All Star Batman Vol. 1, una festa per gli occhi

Con Scott Snyder ai testi e John Romita Jr. in grandissima forma ai disegni, il primo volume di All-Star Batman colpisce subito per il suo straordinario impatto visivo.

I disegni di Romita Jr. sono semplicemente stratosferici: dinamici, curatissimi, precisi in ogni dettaglio. Le tavole hanno una forza narrativa impressionante e sono valorizzate dai colori di Dean White, altrettanto raffinati e potenti. Il risultato è un comparto grafico di altissimo livello.

A dire il vero la storia, pur avvincente, convince un po’ meno. Snyder costruisce una trama complessa ma a tratto forzata, costellata di continui salti temporali e flashback, che finiscono per rendere la lettura a tratti pesante. Si ha quasi l’impressione che l’autore voglia mostrare la propria abilità narrativa più che puntare sulla scorrevolezza del racconto.

Il risultato resta interessante, ma non del tutto convincente. In compenso, dal punto di vista grafico siamo davvero ai vertici del fumetto supereroistico contemporaneo.




Capitan America: Bianco – Il peso del ricordo e del dovere

Nata come capitolo conclusivo della celebre "Tetralogia dei Colori" di Jeph Loeb e del compianto Tim Sale — giunta dopo i succes...