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martedì 30 dicembre 2025

Drive, un noir urbano di culto

Drive (2011) di Nicolas Winding Refn è uno di quei film che riescono a essere insieme eleganti e brutali, minimalisti e potentissimi. Un noir urbano immerso in una Los Angeles notturna e irreale, fatta di luci al neon, silenzi carichi di tensione e improvvise esplosioni di violenza.

Ryan Gosling costruisce un protagonista memorabile: taciturno, enigmatico, sfuggente e quasi astratto, capace di comunicare più con uno sguardo che con le parole. Attorno a lui, Refn orchestra una messa in scena rigorosa, fatta di inquadrature studiatissime, tempi dilatati e una colonna sonora synth che non accompagna semplicemente le immagini, ma le definisce, rendendo il film immediatamente riconoscibile.


Drive è cinema di atmosfera, che lavora per sottrazione e affida molto allo spettatore. La violenza, quando arriva, è secca, disturbante, mai gratuita. La storia d’amore è fragile, sospesa, più suggerita che raccontata, e proprio per questo lascia il segno.


Volendo cercare l’unica vera pecca, si può parlare di una certa lentezza, soprattutto nei passaggi più contemplativi, che potrebbe mettere alla prova chi cerca un ritmo più stringente. Ma è una lentezza voluta, che contribuisce a costruire il tono ipnotico del film.

giovedì 11 dicembre 2025

L'uomo di neve

L’uomo di neve (2017) è un thriller cupo e glaciale che punta tutto sull’atmosfera nordica e sulla forza del suo protagonista. 

Michael Fassbender, ancora una volta, conferma la sua statura attoriale con un’interpretazione intensa e tormentata: il suo detective Harry Hole è un uomo ferito, svuotato, ma ancora testardamente aggrappato al proprio lavoro. La sua presenza scenica è ciò che dà solidità al film, soprattutto quando la narrazione sembra sfilacciarsi.



È proprio la sceneggiatura il punto debole dell’opera: pur partendo da un romanzo strutturato e ricco di colpi di scenail film sembra perdersi tra linee narrative che si intrecciano senza mai trovare un vero equilibrio. Alcuni personaggi appaiono e scompaiono con poca motivazione, e la progressione del mistero risulta discontinua, lasciando una certa sensazione di confusione.


Nonostante ciò, L’uomo di neve non è privo di fascino. Le ambientazioni gelide, il ritmo comunque serrato e la fotografia di grande effetto riescono a creare momenti di autentica tensione. È un film che intrattiene e cattura l’occhio, pur lasciando un po’ di amarezza per ciò che sarebbe potuto essere con una sceneggiatura più coesa.


Ne consiglio la visione soprattutto a chi ama i noir nordici e a chi non vuole perdersi un’altra solida interpretazione di Fassbender. Segnalo anche che nella pellicola compare anche il compianto Val Kilmer, qui in una notevole interpretazione, crepuscolare e sofferta.



martedì 16 luglio 2024

Adagio, di Stefano Sollima


In Adagio, Stefano Sollima ci immerge in una Roma che non abbiamo mai visto prima, trasformata in una metropoli claustrofobica e notturna. La capitale diventa un luogo oscuro e opprimente, dominato da una calura soffocante e da un incendio perenne che ne avvolge ogni angolo. 

La fotografia del film è straordinaria nel catturare la tensione e l'inquietudine di una città che sembra bruciare dall'interno. Le strade vuote e le ombre lunghe contribuiscono a creare un senso di isolamento e paura, dove ogni vicolo nasconde pericoli e segreti. Roma, con i suoi monumenti e le sue rovine, si trasforma in una sorta di Gotham City italiana, un labirinto urbano che riflette le angosce e i conflitti dei suoi abitanti, spesso disperati e senza futuro.


Il caldo opprimente è quasi palpabile e trasmette allo spettatore una sensazione di soffocamento e impotenza. Questo clima estremo diventa un personaggio a sé stante, influenzando le azioni e le decisioni dei protagonisti. La città in fiamme è una metafora potente del caos e della distruzione che incombono sui personaggi, amplificando la tensione narrativa.


Un elemento distintivo di "Adagio" è la sfumatura morale dei suoi personaggi, dove il confine tra bene e male sembra sparire. Ogni personaggio è complesso e sfaccettato, rendendo difficile distinguere chiaramente gli eroi dai villain. Questa ambiguità morale aggiunge profondità alla narrazione e costringe lo spettatore a riflettere sulle scelte e le motivazioni dei protagonisti.



Gli attori sono straordinari, dando vita a interpretazioni intense e convincenti. Pierfrancesco Favino, Toni ServilloValerio Mastandrea e Adriano Giannini, qui quasi irriconoscibili, guidano un cast eccezionale, dimostrando una capacità incredibile di esprimere emozioni complesse e di muoversi in un contesto così oppressivo. La loro presenza scenica contribuisce in modo significativo a creare un'atmosfera autentica e coinvolgente, rendendo ancora più palpabile il dramma che si sviluppa sullo schermo.


Un altro elemento che merita una menzione speciale è la colonna sonora, dei Subsonica. La loro musica, con toni elettronici e ritmi pulsanti, si integra perfettamente con l'atmosfera del film, amplificando la tensione e il senso di oppressione. La colonna sonora non solo accompagna le immagini, ma le esalta, aggiungendo un ulteriore strato di emozione e coinvolgimento.


Sollima riesce a creare un'atmosfera unica, in cui ogni dettaglio visivo e sonoro contribuisce a un'esperienza cinematografica immersiva e disturbante. Adagio non è solo un thriller, ma una riflessione sulla decadenza e la violenza che possono annidarsi nel cuore di una grande città. La Roma di Sollima è un luogo senza tempo, dove passato e presente si fondono in una spirale di pericolo e mistero.


Il film di Stefano Sollima è un'opera che merita di essere vista non solo per la sua trama avvincente, ma anche per la straordinaria rappresentazione di una Roma gotica e minacciosa. Un film che ci ricorda come il cinema possa trasformare e reinventare anche i luoghi più familiari, offrendoci nuove prospettive e emozioni.

sabato 25 maggio 2024

Cane Mangia Cane, il pulp secondo Paul Schrader

Cane Mangia Cane è un film del 2016 diretto dal grande Paul Schrader, tratto dall'omonimo romanzo di Edward Bunker. Con Nicolas Cage e Willem Dafoe come protagonisti, il film è un tuffo nel mondo oscuro e violento della criminalità, raccontato attraverso una lente che mescola il noir con un tocco di surreale dark comedy, un po' alla Tarantino per capirci.

La trama

La trama segue tre ex-detenuti, Troy (Nicolas Cage), Mad Dog (Willem Dafoe) e Diesel (Christopher Matthew Cook), che cercano di reinserirsi nella società dopo essere stati rilasciati dal carcere. Tuttavia, la loro vita fuori dalle sbarre si rivela altrettanto problematica e caotica. Decidono di accettare un ultimo lavoro: rapire un bambino per conto di un gangster locale. Ma come spesso accade in questo genere di storie, le cose non vanno come previsto, e i tre si trovano a dover affrontare conseguenze letali.

Regia e sceneggiatura

Paul Schrader, noto tra l'altro per il suo lavoro su Taxi Driver e American Gigolo, porta la sua visione unica al film, creando un'atmosfera cupa e tesa, che oscilla tra momenti di pura follia e riflessioni sull'inevitabilità del destino dei suoi protagonisti. La regia è stilisticamente audace, con un uso efficace della colonna sonora e delle inquadrature, che sottolineano il caos emotivo e morale dei personaggi. I primi minuti del film sono in tal senso una sorta di manifesto programmatico del mix di stili adottati di volta in volta dal regista.

Gli attori

Nicolas Cage offre una performance contenuta e riflessiva nel ruolo di Troy, un leader riluttante che cerca disperatamente di mantenere il controllo. Cage riesce a bilanciare momenti di intensità con una calma quasi inquietante. 

D'altra parte, Willem Dafoe è forse il vero spettacolo del film. Il suo Mad Dog è un personaggio imprevedibile e selvaggio, e Dafoe lo interpreta con una ferocia e un'energia che rubano la scena. La sua performance è tanto affascinante quanto disturbante, aggiungendo una dimensione profonda al film.

Tematiche e Stile

Il film esplora temi come la redenzione, la violenza e l'ineluttabilità del destino. Schrader non ha paura di mostrare la brutalità del mondo in cui i personaggi vivono, ma allo stesso tempo riesce a inserire momenti di umorismo nero che alleviano la tensione, rendendo il film una visione affascinante e complessa. La violenza, sebbene grafica, non è mai gratuita, ma serve a evidenziare la desolazione e la disperazione dei personaggi.

Cane Mangia Cane non è certo un film per tutti. La sua natura brutale e il suo tono irregolare possono risultare difficili da digerire per alcuni spettatori. Tuttavia, per coloro che apprezzano i film noir e le storie di criminali tormentati, questa pellicola offre una visione avvincente e memorabile. 

Con performance potenti da parte di Cage e Dafoe, e la direzione esperta di Schrader, si distingue come un film che, nonostante i suoi difetti, lascia un'impronta duratura.

La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...