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giovedì 30 luglio 2026

Dalla smorfia al kolossal: l'irresistibile (e incomprensibile) ascesa di Zendaya (e di J.Lo)

Se il XXI secolo ci ha insegnato qualcosa, è che per conquistare Hollywood, il mondo della moda e le copertine di mezzo pianeta non servono la presenza scenica e l'intensità di Anna Magnani o l'illimitata gamma espressiva di Meryl Streep. Basta saper fare bene due cose: la faccia molto corrucciata e la faccia moderatamente sorridente.


Zendaya è la regina incontrastata di questa nuova era di minimalismo recitativo. Definirla attrice è forse un atto di generosità semantica: la sua presenza sullo schermo si riduce a un raffinato esercizio di immobilità facciale. Nel 90% delle sue interpretazioni sfoggia lo sguardo da "ho lasciato la macchina sul passo carrabile e adesso sento un carro attrezzi in lontananza". Per il restante 10%, regala al pubblico un sorriso scialbo, di quelli che si riservano ai parenti di terzo grado quando ti regalano l'ennesimo bagnoschiuma a Natale. 


E la cosa straordinaria è che funziona. Registi acclamati la rincorrono, i marchi di alta moda se la contendono, la critica applaude commossa davanti alla sua incredibile capacità di stare in piedi dentro abiti meravigliosi guardando il vuoto. Un’apparente normalità estetica trasformata in marchio globale, grazie a quella costruita semplicità che lo star system contemporaneo ha furbescamente imparato a spacciare per autenticità.

lunedì 14 ottobre 2024

Atlas, un film dimenticabile

Il film Atlas, uscito lo scorso maggio su Netflix, con la sempre procace Jennifer Lopez, qui nelle vesti anche di co-produttrice della pellicola, tenta di fondere fantascienza e azione, ma finisce per essere un prodotto senz'anima, privo di originalità e tensione. 

La trama, che ruota intorno a una IA ribelle, è prevedibile e piatta, incapace di offrire spunti innovativi o scene memorabili. I dialoghi suonano sciatti, l'umorismo è datato.

La Lopez non riesce a dare profondità al suo personaggio di scienziata risoluta e con un passato tormentato, perdendosi invece un susseguirsi di cliché e dialoghi scontati.

Atlas cerca di stupire l'incauto spettatore con appariscenti effetti visivi, ma è carente completamente di sostanza. 

Insomma, un altro flop per l'ambiziosissima e irriducibile Lopez, dopo gli ultimi, clamorosi insuccessi e le solite peripezie sentimentali.

Dalla smorfia al kolossal: l'irresistibile (e incomprensibile) ascesa di Zendaya (e di J.Lo)

Se il XXI secolo ci ha insegnato qualcosa, è che per conquistare Hollywood, il mondo della moda e le copertine di mezzo pianeta non servono ...