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domenica 14 dicembre 2025

Il negazionismo che ci condanna

 

C’è un filo nero che unisce le destre sovraniste di mezzo mondo: il negazionismo climatico. Un misto di ignoranza, cinismo politico e miope calcolo elettorale che continua a minimizzare, distorcere o ridicolizzare quella che è la più grande emergenza del nostro tempo. 


E in prima fila, come sempre, c’è il solito Trump, che con il suo repertorio di bugie, complottismi e slogan vuoti ha ormai trasformato l’attacco alla scienza in un marchio di fabbrica.


Il problema è che questa ostinata cecità non resta confinata nei comizi o nei tweet. Produce danni reali. Danni enormi. Perché ogni volta che un governo sovranista smantella politiche ambientali, taglia investimenti sulle energie rinnovabili, riabilita carbone e petrolio, o semplicemente nega l’evidenza, il pianeta paga il prezzo. E lo paga subito: ondate di calore estreme, incendi devastanti, alluvioni sempre più frequenti, intere regioni destinate a diventare inabitabili.


Trump e i suoi emuli europei non stanno solo prendendo una posizione politica: stanno mettendo a rischio il futuro di tutti. Preferiscono inseguire nostalgie industriali e rassicurare lobby potentissime piuttosto che affrontare la realtà. E il risultato è un mondo più instabile, più fragile, più ingiusto: un mondo dove i più vulnerabili saranno i primi a cadere.


Denunciare questo negazionismo non è più una scelta: è un dovere civile. Perché dietro ogni slogan sovranista contro la fantomatica “dittatura green” si nasconde un domani più nero. E perché la verità, per quanto scomoda, è già qui: il cambiamento climatico non aspetta le elezioni, non fa prigionieri e non perdona la stupidità del potere.




La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...