C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Trump: shitification. Il termine, nato per descrivere il progressivo peggioramento dei servizi digitali — prima utili, poi pieni di pubblicità, algoritmi, abbonamenti, notifiche e funzioni inutili — si presta magnificamente anche alla politica americana. Basta sostituire l’app con il governo federale.
Il procedimento è più o meno questo: prendi una gigantesca macchina amministrativa costruita in decenni, dichiara che è inefficiente, licenzia una quantità impressionante di persone, smonta qualche agenzia, riduci i controlli, taglia la ricerca scientifica, sostituisci gli esperti con fedelissimi e poi annuncia trionfalmente che il governo funziona meglio. È un po’ come demolire metà dei pompieri e poi vantarsi perché la caserma consuma meno acqua.
L'annunciato progetto di efficienza associato al duo malefico Trump ed Elon Musk aveva promesso mirabolanti risparmi e una drastica cura dimagrante dello Stato. Il problema è che il governo americano non è un’applicazione da smartphone: se cancelli un pulsante magari nessuno se ne accorge; se cancelli persone e competenze da un’agenzia, prima o poi qualcuno si accorge che il pulsante non funziona più. E infatti le cifre sulla riduzione del personale federale sono impressionanti: circa 335.000 dipendenti hanno lasciato il governo tra gennaio e novembre 2025.
