False percezioni
il blog di Luigi Milani
sabato 7 marzo 2026
Depeche Mode: Memento Mori Live – Un’anima rock tra le ombre del tempo
giovedì 5 marzo 2026
All Star Batman Vol. 1, una festa per gli occhi
A dire il vero la storia, pur avvincente, convince un po’ meno. Snyder costruisce una trama complessa ma a tratto forzata, costellata di continui salti temporali e flashback, che finiscono per rendere la lettura a tratti pesante. Si ha quasi l’impressione che l’autore voglia mostrare la propria abilità narrativa più che puntare sulla scorrevolezza del racconto.
Il risultato resta interessante, ma non del tutto convincente. In compenso, dal punto di vista grafico siamo davvero ai vertici del fumetto supereroistico contemporaneo.
martedì 3 marzo 2026
Edizioni Scudo finalista al Premio Vegetti 2026
Ogni tanto una buona notizia fa capolino tra le pieghe del quotidiano – e stavolta mi riguarda, sia pure di riflesso.
Un’antologia di Edizioni Scudo alla quale ho partecipato con un mio contributo è tra i finalisti al Premio Vegetti 2026. Il volume in questione è Visioni Fantastiche: On Demand, e io contribuisco con il racconto Il mistero di T’zaq Nah. Evidentemente questo mistero ha deciso di non restare troppo nascosto e di farsi notare anche dalla giuria.
Il merito, naturalmente, è collettivo: del curatore, ossia l'infaticabile Giorgio Sangiorgi, degli autori, numerosi ed entusiasti, e naturalmente di quella passione ostinata per la fantascienza che continua a trovare casa presso Edizioni Scudo.
Io mi limito a compiacermi con doverosa moderazione e un pizzico di autoironia: partecipare è già un onore, arrivare in finale è una gran bella soddisfazione. Vincere? Be’, siamo pur sempre nel regno della fantascienza… e lì tutto è possibile, no?
Libri da leggere a marzo
È online, sulle pagine sempre interessanti del blog magazine Libri e Parole, la mia consueta rubrica mensile dedicata ai libri da leggere: una selezione ragionata, personale, forse un po’ capricciosa — ma sempre appassionata.
Marzo porta con sé nuove storie, ritorni importanti, qualche sorpresa e inevitabili ossessioni. Romanzi, saggi, visioni del presente e del futuro: pagine che meritano tempo, attenzione, silenzio.
Se siete in cerca della prossima lettura, potete trovare tutti i miei consigli qui.
… E buona lettura!
domenica 1 marzo 2026
Curt Swan, la forma perfetta dell’Uomo d’Acciaio
Ci sono artisti che hanno disegnato Superman. E poi c’è Curt Swan, che di Superman ha fissato per sempre l’immagine archetipica.
L’eleganza del suo tratto nasceva da una disciplina quasi invisibile: linea chiara, continua, mai nervosa. Swan non cercava l’effetto, cercava l’armonia. Ogni figura occupava lo spazio con naturalezza, senza rigidità, come se la postura fosse la conseguenza inevitabile del carattere. Il suo Superman non “posava”: stava. In piedi, sospeso in volo, piegato su un tetto di Metropolis, era sempre credibile. La plasticità delle figure derivava da una costruzione anatomica solidissima: muscolatura definita ma mai eccessiva, volumi leggibili anche nelle scene più affollate, panneggi del mantello capaci di suggerire peso, aria, direzione del movimento.
Le anatomie, in Swan, erano ideali ma non astratte. Non c’era la torsione esasperata, non c’era l’iperbole muscolare che avrebbe caratterizzato altri periodi del fumetto supereroistico. C’era invece un equilibrio quasi classico, che ricordava la scultura più che il dinamismo barocco: proporzioni perfette, spalle ampie, torace aperto, ma sempre entro una misura umana. Questa misura era il segreto della sua forza. Rendeva l’alieno invincibile vicino al lettore. Il volto, poi, era un capolavoro di sintesi: mascella netta, sopracciglia marcate, uno sguardo che poteva essere severo o tenero con minime variazioni di linea.
Quando negli anni Ottanta la DC Comics decise di rilanciare il personaggio, fu John Byrne a guidare la rinascita con The Man of Steel. Byrne modernizzò tutto: origini, psicologia, dinamiche narrative. Il suo Superman era più fisico, più massiccio, più radicato in una sensibilità contemporanea. Eppure, sotto quella superficie aggiornata, l’impronta di Swan rimaneva evidente. La struttura del volto, la distinzione netta tra Clark e Superman attraverso dettagli minimi, la nobiltà della postura: sono tutti elementi che Byrne rielabora, ma che discendono direttamente dalla grammatica visiva codificata dal suo predecessore.
Si può dire che Byrne abbia dato al personaggio una nuova energia muscolare e narrativa, ma lo scheletro iconografico era ancora quello costruito da Swan. Senza quell’eleganza misurata, senza quella lezione di chiarezza e proporzione, la “rinascita” degli anni Ottanta non avrebbe avuto la stessa solidità.
Curt Swan non è stato solo un grande disegnatore: è stato il punto di equilibrio attorno a cui si è definita l’immagine moderna di Superman. Anche quando altri hanno cambiato tono, atmosfera o intensità, la sua ombra luminosa è rimasta lì, a ricordare quale fosse la forma perfetta dell’eroe.
sabato 28 febbraio 2026
Distrarre con le bombe: la guerra come diversivo politico
L’attacco di Donald Trump contro l’Iran arriva in un momento politicamente delicato per la Casa Bianca. Al di là delle giustificazioni ufficiali sulla sicurezza nazionale, che a molti hanno sinistramente ricordato analoghe parole pronunciate da Vladimir Putin in occasione dell'invasione dell’Ucraina, l’operazione ha il sapore classico della fuga in avanti: spostare il baricentro del dibattito pubblico dall’arena interna a quella internazionale.
Lo scandalo legato ai documenti su Jeffrey Epstein continua a proiettare ombre e ad alimentare richieste di trasparenza, mentre sul fronte domestico crescono tensioni e divisioni. In questo contesto, un’azione militare consente di ricompattare temporaneamente il consenso attorno alla figura del “comandante in capo”, trasformando la cronaca giudiziaria in rumore di fondo.
Ma c’è un paradosso politico: una parte della base Maga, che aveva creduto alla promessa trumpiana di porre fine alle “guerre infinite”, guarda con crescente insofferenza all’apertura di nuovi fronti e a una politica estera sempre più muscolare.
Il rischio per Trump è duplice: usare la guerra per coprire le difficoltà interne può funzionare nel breve periodo, ma nel lungo può incrinare proprio quel blocco elettorale che lo aveva sostenuto in nome dell’isolazionismo e del primato degli interessi interni.
venerdì 27 febbraio 2026
I’m your man: L'amore al tempo degli algoritmi
I’m Your Man di Maria Schrader è una boccata d'aria fresca nel panorama del cinema europeo contemporaneo, una pellicola che affronta il tema dell'intelligenza artificiale con una grazia e un'ironia fuori dal comune. Sebbene si tratti a tutti gli effetti di un film di fantascienza, lo fa in modo estremamente atipico: dimenticate esplosioni, laboratori ipertecnologici o effetti speciali ridondanti. Qui la tecnologia rimane invisibile, lasciando tutto lo spazio a un'indagine psicologica profonda e sottile.
Al centro della narrazione c'è il rapporto tra la pragmatica ricercatrice Alma e l'androide Tom, costruito su misura per renderla felice. La forza del film risiede proprio nel dialogo e nell'evoluzione interiore dei protagonisti, esplorando con intelligenza cosa significhi realmente desiderare, amare e confrontarsi con l'alterità.
È un’opera filosofica travestita da commedia sentimentale, capace di emozionare senza ricorrere a facili sentimentalismi, puntando tutto sulla straordinaria chimica dei suoi interpreti e su una sceneggiatura che scava con precisione chirurgica nelle complessità dell'animo umano.
Depeche Mode: Memento Mori Live – Un’anima rock tra le ombre del tempo
L'ultima testimonianza dal vivo dei Depeche Mode , catturata durante il trionfale tour di Memento Mori , ci restituisce una band che ha ...
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Il 31 dicembre 2025 MTV spegnerà i suoi canali musicali nel Regno Unito e in Irlanda — MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live — l...
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Non ho mai amato la proliferazione di riedizioni degli album storici: troppo spesso sono operazioni cosmetiche, più commerciali che musicali...
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C’è un limite sottile che separa la realpolitik dalla sottomissione, la diplomazia dal servilismo. Un limite che la Presidente del Consiglio...





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