Un’energia persistente continua a risuonare, a distanza di decenni. È quanto si percepisce nelle sale del MAXXI di Roma, dove la mostra dedicata ad Andrea Pazienza conferma, con autorevolezza, il ruolo dell’autore tra i massimi geni del fumetto e della cultura visiva contemporanea.
L’esposizione, curata con estrema precisione, si impone per intensità emotiva e impatto visivo. L’osservazione delle tavole originali rivela un tratto capace di oscillare con rapidità tra una linearità raffinata e un caos barocco, dissacrante e ferocemente espressivo.
Pazienza non è stato soltanto un disegnatore di eccezionale talento: ha agito come un sismografo delle tensioni, delle disillusioni e dei fermenti degli anni Settanta e Ottanta, con una lucidità sorprendente. La visita alle sezioni della mostra evidenzia la straordinaria attualità del suo linguaggio: le sue opere si impongono con la sfrontatezza e la qualità di un’espressione priva di compromessi.
Per gli appassionati del fumetto d’autore, per chi ha apprezzato i volumi di Pentothal, Zanardi o le satire di Cannibale e Frigidaire, la mostra rappresenta un appuntamento imprescindibile. Per chi invece, magari per motivi anagrafici, non conoscesse ancora la sua incredibile produzione, costituisce un’occasione ideale per confrontarsi con un’opera di straordinaria forza. L’esposizione, prorogata fino al 18 ottobre, merita di essere visitata (anche più volte, aggiungo).




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