False percezioni
il blog di Luigi Milani
domenica 23 agosto 2026
Elvis: un ritratto intenso e sfarzoso del Re del Rock
venerdì 21 agosto 2026
Cosa leggere ad agosto 2026
È finalmente uscito il nuovo appuntamento con la nostra consueta rubrica mensile dedicata ai libri consigliati!
Che tu sia in partenza per le vacanze, al mare sotto l'ombrellone o semplicemente alla ricerca di una bella storia per rilassarti durante le sere d'estate, ho selezionato per te i titoli imperdibili di questo mese.
Trovi tutti i dettagli, le trame e i nostri giudizi nella nuova puntata:
Libri da leggere ad agosto 2026
Buona lettura e buone vacanze!
mercoledì 19 agosto 2026
Kim Jong-un, il nuovo grande amore del presidente pazzo
Trump e Kim Jong-un: sembrerebbe l’inizio di una barzelletta, se non fosse che uno dei due comanda la più potente macchina militare del pianeta.
Dopo aver insultato alleati storici, minacciato amici e trattato la diplomazia come una televendita, Trump torna a fare gli occhi dolci al dittatore nordcoreano, forse per distogliere l’attenzione dalla guerra avviata e persa con l’Iran. Per conquistare Kim è disposto perfino a indebolire i rapporti con Seul.
La scena è surreale: il presidente americano che corteggia il tiranno che minaccia da anni gli Stati Uniti, mentre tratta gli alleati democratici come fastidiosi conoscenti, più nemici che amici.
Più che una politica estera, sembra il fan club personale di Trump. E Kim, naturalmente, anche se al momento appare un po' frenato, ringrazierà, vedrete.
martedì 18 agosto 2026
Marvel + Star Wars: che il Business sia con noi!
Marvel e Star Wars finalmente — si fa per dire — insieme. Nel 2027, per il 50° anniversario di Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza, uscito nel 1977, arriva Star Wars/Marvel: Hope Assembles, miniserie in cinque numeri firmata da Kevin Smith e David Marquez.
Luke, Leia, Han e Chewbacca entreranno nell’Universo Marvel, incontrando Spider-Man, Captain America, Hulk e gli Avengers. E, naturalmente, Darth Vader potrà allearsi con il Dottor Destino.
Evidentemente, dopo aver spremuto singolarmente ogni possibile goccia di nostalgia da entrambi i franchise, restava ancora una cosa da fare: metterli nello stesso frullatore. Non è più un crossover: è una fusione societaria travestita da evento creativo. Personaggi che appartengono a universi diversi si incontrano, si scambiano qualche battuta, combattono insieme e soprattutto ricordano al lettore quanto siano preziosi i rispettivi marchi.
La Forza non è più con te. È con l'inarrestabile reparto marketing.
domenica 16 agosto 2026
Please Please Me: l'esordio folgorante dei Beatles
Please Please Me (1963) non è semplicemente il primo album dei Beatles: è un’esplosione irripetibile di energia pura, la fotografia vivida e pulsante di quattro ragazzi che avevano affinato la propria intesa musicale in centinaia di ore nei club di Amburgo e al mitico Cavern di Liverpool.
Registrato per la maggior parte in una sola, leggendaria sessione di quattordici ore, il disco trasuda una freschezza travolgente che conquista l'ascoltatore fin dalle prime battute di I Saw Her Standing There. Proprio in questo brano d'apertura emerge uno degli elementi tecnici e stilistici più straordinari, spesso sottovalutato nelle prime produzioni del gruppo: la qualità straordinaria del basso di Paul McCartney. Il giovane McCartney non si limita a segnare la linea ritmico-armonica di fondo, ma costruisce vere e proprie linee melodiche dinamiche, veloci e cariche di groove, palesemente influenzate dal miglior rhythm and blues americano. Il suo lavoro al basso dà all'intero album una spinta propulsiva formidabile, sorreggendo la batteria di Ringo Starr e fornendo l'intelaiatura perfetta per le chitarre e le armonie vocali.
L'album segna anche un momento di svolta fondamentale per la formazione della band: dopo essere subentrato a Pete Best solo pochi mesi prima, Ringo Starr fa il suo esordio vocale su disco cantando Boys. Con una performance grintosa e carica d'ironia, Ringo dimostra fin da subito la sua perfetta integrazione nello spirito del gruppo, regalandoci il primo di una indimenticabile serie di riuscitissimi contributi vocali.
venerdì 14 agosto 2026
Il bambino è la periferica
Forse un giorno non ci sarà più bisogno di dare uno smartphone a un bambino. Sarà il bambino ad averlo già.
Non è una previsione. Non ancora. È soltanto uno di quei pensieri che nascono limitandoci a osservare il presente. Perché potrebbe arrivare un momento in cui smetteremo di chiederci se sia accettabile che un bambino di pochi mesi guardi uno schermo durante il pasto. Ci sembrerà semplicemente normale. Come ci sembrano normali molte cose che, qualche decennio fa, avremmo considerato assurde.
Prima il telefono era uno strumento. Poi è diventato un oggetto personale. Poi una protesi. Adesso è già, per molti, una specie di organo esterno. Lo teniamo in mano quando camminiamo, lo consultiamo mentre mangiamo, lo portiamo a letto, lo cerchiamo appena ci svegliamo. Se lo dimentichiamo da qualche parte, proviamo una forma di inquietudine sproporzionata rispetto all'oggetto che abbiamo perduto.
E i bambini stanno entrando in questo mondo sempre prima: all'inizio lo smartphone è un utile diversivo per i genitori alla ricerca di una tregua dalle richieste a volte snervanti dei bambini.
Poi diventa un premio. Poi un tranquillante, una babysitter. Poi un compagno di giochi, un interlocutore. Infine, qualcosa di cui il bambino non riesce più a immaginare l'assenza. A quel punto il salto evolutivo (o involutivo, fate voi) è quasi compiuto.
giovedì 13 agosto 2026
No, non è tutto OK, cara Apple
L'episodio del cartellone pubblicitario apparso a Milano, che ritrae un bambino molto piccolo con un iPhone sporco di cibo sotto lo slogan «Tutto ok, è iPhone», rappresenta un evidente cortocircuito comunicativo per un’azienda da sempre attentissima all'immagine e alla percezione del proprio brand.
La campagna nasce in realtà per riproporre uno storico e ben collaudato payoff di Cupertino («Relax, it's iPhone»), pensato per rassicurare i clienti sulla resistenza fisica del dispositivo ad acqua, urti e incidenti quotidiani. Tuttavia, applicare questa narrativa all'ambito dell'infanzia ne altera completamente il senso. Se nei contesti tradizionali — il telefono sotto la pioggia o caduto nel lavandino — l'ironia era chiara, l'immagine di un bambino in età da svezzamento che maneggia uno smartphone sporco di pappa sposta il «Tutto ok» dalla resistenza del dispositivo alla legittimazione del comportamento. L'effetto implicito è quello di normalizzare l'uso dello schermo fin dai primi anni di vita e la consuetudine del cosiddetto "baby-sitter elettronico", proprio durante i momenti delicati del pasto e delle relazioni familiari.
Elvis: un ritratto intenso e sfarzoso del Re del Rock
Con il film Elvis , Baz Luhrmann firma un biopic che rifugge i tradizionali schemi biografici per trasformarsi in un tributo visivamente op...
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Il 31 dicembre 2025 MTV spegnerà i suoi canali musicali nel Regno Unito e in Irlanda — MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live — l...
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Non ho mai amato la proliferazione di riedizioni degli album storici: troppo spesso sono operazioni cosmetiche, più commerciali che musicali...


