venerdì 26 giugno 2026

Superman/Spider-Man: delude la portata principale, meglio i contorni

L’atteso ritorno del crossover tra Spider-Man e Superman, lanciato in occasione dei 50 anni dal primo evento in comune, soffre del classico "problema da blockbuster": la trama principale risulta rigida, telefonata e decisamente fiacca, schiacciata dall'esigenza di far quadrare i due universi e dalla solita alleanza tra i cattivi di turno.

A salvare l'operazione sono le storie brevi di contorno, dove gli autori hanno potuto improvvisare in totale libertà. La vera perla del lotto è il frammento firmato da Tom King e Jim Lee, incentrato sull'inedito incontro tra Lois Lane e Mary Jane.


Qui, il tratto potente e dettagliato di Jim Lee si mette al servizio di una normalità intima e quotidiana, lontana dalle solite esplosioni. Il contrasto tra l'approccio d'assalto di Lois e la viva empatia di MJ dà vita a dialoghi brillanti, in cui le due icone riflettono sull'assurdità di vivere accanto a dei supereroi senza mai perdere la propria identità. 


Un piccolo gioiello che dimostra come, a volte, per fare un grande fumetto bastino un 'idea semplice e, come in questo caso, un grande artista innamorato dei personaggi che da sempre disegna con la consueta maestria.




giovedì 25 giugno 2026

L’illusione dell’oro digitale: IA Generativa e il rischio bolla

C’è un fantasma che si aggira tra i server della Silicon Valley, ed è lo stesso che nel 2000 fece evaporare miliardi di dollari nel grande falò delle Dot-Com. Quel fantasma si chiama hype incontrollato. Oggi, quel fumo ha un nome ben preciso: Intelligenza Artificiale Generativa.

Sia chiaro, non stiamo parlando di una tecnologia inutile. L'IA non è i Bitcoin, né i fuffa-NFT. È uno strumento potente, straordinario in molti contesti, capace di automatizzare compiti complessi e ottimizzare flussi di lavoro. Il problema non è la tecnologia in sé; il problema è la narrazione messianica che le è stata costruita attorno, e soprattutto la montagna di capitali che si sta muovendo solo sulla fiducia.

mercoledì 24 giugno 2026

Make Algae Great Again!

La famosa Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington è stata invasa dalle alghe e costretta alla chiusura. Un episodio talmente grottesco da sembrare scritto dagli autori di una satira politica. E invece no: è la realtà nell’America impazzita di Donald Trump.


La parte migliore, però, è arrivata dopo. Invece di ammettere un banale problema di gestione e manutenzione, ecco spuntare le immancabili accuse di sabotaggio, complotti e oscure macchinazioni. Perché nell’universo trumpiano nulla può essere semplicemente il risultato dell’incompetenza: deve sempre esserci un nemico, una congiura, una mano nascosta.


Così una piscina piena di alghe diventa il simbolo perfetto di questa amministrazione: i problemi crescono indisturbati sotto gli occhi di tutti, nessuno interviene per tempo e, quando il disastro diventa impossibile da nascondere, la colpa è sempre di qualcun altro.


Le alghe almeno hanno il buon gusto di comparire per ragioni scientifiche. I complotti, invece, continuano a proliferare in assenza di qualsiasi evidenza.


Insomma, nell’America del presidente pazzo Trump persino le alghe finiscono per essere accusate di far parte dello Stato profondo. A questo punto manca solo una commissione d’inchiesta sulle ninfee.


lunedì 22 giugno 2026

Il processo ai Chicago 7: quando la storia parla al presente

Il processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin è molto più di una brillante ricostruzione storica: è un film prezioso. Attraverso il racconto del processo intentato contro gli attivisti che protestavano contro la guerra in Vietnam, il regista mette infatti in scena lo scontro eterno tra dissenso e potere, libertà e repressione.

Il film non è privo di difetti: alcune delle lunghe schermaglie processuali finiscono per rallentare il ritmo e appesantire la narrazione. Tuttavia, la qualità della scrittura e soprattutto l'eccellente cast compensano ampiamente queste incertezze. Sono tutti molto bravi: Sacha Baron Cohen (strepitoso nei panni di Abbie Hoffman), Eddie Redmayne, Mark Rylance, Joseph Gordon-Levitt, Yahya Abdul-Mateen II e Frank Langella, autore di una magistrale interpretazione del perfido giudice Julius Hoffman.

domenica 21 giugno 2026

Trump contro Meloni: cronaca di un amore tossico

 


Per anni ci hanno decantato la speciale sintonia tra Giorgia Meloni e Donald Trump: Giorgia "ponte" tra l'Europa e gli USA, perbacco! Valori comuni, visione comune, sorrisi, strette di mano e fotografie studiate al millimetro. Poi è arrivato il primo vero ostacolo e il castello di cartapesta ha mostrato tutta la sua fragilità.

Trump, del resto, tratta gli alleati come tratta chiunque altro, anzi peggio: finché applaudono sono amici, quando osano dissentire diventano incapaci, ingrati o irrilevanti. Meloni sembra scoprirlo solo adesso, come chi adotta un cobra convinto che diventerà vegetariano.

The Counselor - Il procuratore, film potente ma imperfetto

The Counselor - Il procuratore (2013) è uno di quei film che sembrano destinati a far discutere per sempre. Non è un thriller convenzionale e probabilmente non piacerà a chi cerca una narrazione lineare, ma possiede qualità difficili da ignorare.

La prima è la splendida fotografia di Dariusz Wolski, che trasforma il deserto tra Stati Uniti e Messico in un luogo affascinante e minaccioso al tempo stesso. Ridley Scott, a dire il vero negli ultimi anni un po’ altalenante quanto a ispirazione, dirige con la consueta eleganza, regalando immagini di grande impatto visivo.

giovedì 18 giugno 2026

La più grande vittoria di Trump. Per l'Iran

Donald Trump ha firmato l'accordo con l'Iran con il consueto repertorio di ridicoli e roboanti superlativi: successo storico, trionfo della pace, prova definitiva del suo genio negoziale. Mancava soltanto la proclamazione di una nuova festività nazionale e l'incisione del memorandum sul Monte Rushmore.

Poi, però, è arrivato il piccolo inconveniente del testo. E qui la faccenda si complica. Perché l'impressione è che qualcuno abbia dimenticato di avvertire Teheran che avrebbe dovuto perdere. L'Iran ottiene l'alleggerimento, se non la cancellazione totale delle sanzioni, un risarcimento di 300 miliardi di dollari, il recupero di fondi congelati, la riapertura delle rotte commerciali e garanzie sulla non interferenza americana. In cambio promette, ancora una volta, di non costruire armi nucleari. Una promessa che vale più o meno quanto quelle di un giocatore d'azzardo all'uscita del casinò: "È l'ultima volta".

La domanda inevitabile è semplice: dopo mesi di minacce, ultimatum, bombardamenti e dichiarazioni roboanti, c
he cosa hanno ottenuto realmente gli Stati Uniti? La risposta sembra essere: una lunga lista di problemi rimandati a future trattative. I nodi centrali – programma nucleare, missili balistici, cambio di regime iraniano – vengono infatti spostati in avanti, come la polvere nascosta sotto il tappeto durante le visite degli ospiti. Insomma, una sconfitta totale.

Superman/Spider-Man: delude la portata principale, meglio i contorni

L’atteso ritorno del crossover tra Spider-Man e Superman,  lanciato in occasione dei 50 anni dal primo evento in comune, soffre del classico...