martedì 21 luglio 2026

Ci sono stati dei disordini


Venticinque anni fa, il G8 di Genova segnò una delle pagine più dolorose e controverse della storia recente del nostro Paese. Le manifestazioni, la morte di Carlo Giuliani, le violenze di piazza, l'irruzione alla scuola Diaz, la "macelleria messicana" e i fatti di Bolzaneto lasciarono una ferita profonda che ancora oggi continua a interrogare la coscienza civile dell'Italia.

In quei giorni sentii il bisogno di scrivere. Non per dare risposte definitive, ma per cercare di fissare sulla pagina le emozioni, lo smarrimento e le domande che quegli avvenimenti suscitavano. Nacque così Ci sono stati dei disordini, un romanzo scritto quasi di getto, quasi un instant book, figlio dell'urgenza di raccontare ciò che stava accadendo e ciò che rischiava di essere dimenticato.

Dopo Nolan, riscoprite "Itaca – Il ritorno": l'altra Odissea, quella più umana

L'enorme successo dell'Odissea di Christopher Nolan ha riportato al centro dell'attenzione uno dei racconti fondativi della cultura occidentale. È il destino dei grandi capolavori: ogni generazione sente il bisogno di reinterpretarli, mettendone in luce aspetti diversi. Ma proprio per questo è il momento ideale per recuperare un film che, uscito con molto meno clamore, merita di essere visto e apprezzato: Itaca – Il ritorno di Uberto Pasolini, uscito nell'autunno del 2024).

domenica 19 luglio 2026

L'ultima missione: Project Hail Mary, un film da dimenticare


Uscito nelle sale lo scorso marzo con la regia della coppia Phil Lord e Christopher Miller, L'ultima missione: Project Hail Mary è la dimostrazione lampante di come si possa prendere un’ottima premessa di fantascienza e trasformarla in un kolossal soporifero, privo di anima e penosamente infantile.

Il difetto più imperdonabile della pellicola è la sua noia mortale. Per oltre due ore e mezza, lo spettatore è condannato a guardare il protagonista, il dottor Ryland Grace – interpretato da un Ryan Gosling dall'entusiasmo forzato e stucchevole –, che risolve equazioni alla lavagna e affronta una crisi planetaria con lo stesso pathos di un ragioniere che compila una dichiarazione dei redditi. 


Il ritmo è piatto: ogni ostacolo viene risolto nel giro di cinque minuti grazie al provvidenziale "colpo di genio" del protagonista, eliminando qualsiasi parvenza di vero dramma.


venerdì 17 luglio 2026

La vita futura

Uscito nel 1936 con la regia di William Cameron Menzies, La vita futura (Things to Come) è un'opera monumentale che occupa un posto d'onore nella storia del cinema di fantascienza. Non è un caso: la firma dietro al progetto è quella di Herbert George Wells, gigante della letteratura che qui non si limitò a fornire il soggetto (tratto dal suo romanzo The Shape of Things to Come), ma pretese e ottenne il controllo quasi totale sulla sceneggiatura, riversandovi intatta la sua filosofia.

Il risultato è un film straordinariamente visionario, capace di anticipare il futuro con una precisione che a tratti mette i brividi.

mercoledì 15 luglio 2026

Lettere a un giovane poeta

Ci sono libri che non si leggono per trovare risposte, ma per imparare a convivere con le proprie domande e, a volte, per tentare di dare un senso alla vita.

Le Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke appartengono a questa categoria rara: non sono semplici consigli di scrittura, ma una mappa per orientarsi nella propria solitudine e nel proprio spazio interiore. Dimensioni che non vanno evitate, ma, al contrario, cercate e valorizzate.

Ho provato a raccogliere qualche pensiero su queste pagine, sulla loro stupefacente attualità e su cosa significhi, oggi, fermarsi ad ascoltare quella "necessità" di cui parlava il poeta.


Trovate la recensione completa qui, sul blog magazine Libri e Parole, vera e propria oasi di cultura nel marasma assordante del Web attuale.




lunedì 13 luglio 2026

The Silent Man, thriller di denuncia

The Silent Man (2017), diretto da Peter Landesman, è uno dei migliori thriller politici degli ultimi anni e un esempio di cinema civile capace di unire rigore storico, tensione narrativa e una riflessione che oggi appare più urgente che mai. Ispirato alla storia vera di Mark Felt, interpretato con straordinaria intensità da Liam Neeson, racconta il coraggio di un uomo disposto a mettere a rischio tutto pur di difendere la legge da chi avrebbe dovuto incarnarla. Accanto a lui, un'algida Diane Lane offre una prova elegante e intensa, sostenuta da un cast impeccabile.

Landesman rinuncia agli artifici spettacolari e costruisce un racconto asciutto, teso e rigoroso, lasciando che siano i fatti a parlare. Il risultato è un film che non cerca eroi invincibili, ma uomini e donne chiamati a scegliere tra il silenzio e la responsabilità, tra la convenienza personale e la difesa dello stato di diritto.


sabato 11 luglio 2026

Olivia Rodrigo, un talento in continua evoluzione: You Seem Pretty Sad for a Girl

Dopo aver conquistato il mondo con SOUR e confermato il proprio valore con GUTS, Olivia Rodrigo torna con il terzo album, You Seem Pretty Sad for a Girl So in Love, ancora una volta realizzato insieme al fidato produttore Daniel Nigro. A soli ventitré anni, la cantautrice americana dimostra di possedere una maturità artistica che va ben oltre la sua età, confermandosi una delle voci più interessanti e complete del panorama pop-rock internazionale.

La forza del disco risiede soprattutto nella sua sorprendente ecletticità. Olivia passa con assoluta naturalezza da ballate intime e malinconiche a brani più energici, nei quali chitarre e ritmiche incalzanti riportano in primo piano il suo amore per il rock. È proprio in questi episodi che l’album regala alcune delle sorprese più piacevoli: certe sonorità evocano certo rock melodico degli anni Ottanta, con richiami che, almeno all’orecchio di chi scrive, rimandano a Billy Idol, ma anche alla new wave e quel pop-rock elegante e immediato che ha caratterizzato un’intera stagione musicale. Non si tratta di semplici citazioni nostalgiche, bensì di influenze rielaborate con gusto e perfettamente integrate in una scrittura moderna. Vedi in tal senso la sorprendente collaborazione con il mitico Robert Smith dei Cure nel duetto duetto "what's wrong with me", oltre a memorabili esibizioni live a Glastonbury e al Primavera Sound di Barcellona. 


Il risultato è un album ricco di sfumature, capace di alternare rabbia, ironia, fragilità e romanticismo senza mai apparire frammentario. La voce di Olivia Rodrigo continua a essere il suo punto di forza: intensa quando serve, delicata nei momenti più introspettivi, sempre credibile. Anche i testi confermano una notevole capacità di raccontare le emozioni con autenticità, evitando molti dei cliché che affliggono il pop contemporaneo.


Ci sono stati dei disordini

Venticinque anni fa, il G8 di Genova segnò una delle pagine più dolorose e controverse della storia recente del nostro Paese. Le manifestaz...