Visualizzazione post con etichetta cinecomic. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinecomic. Mostra tutti i post

martedì 12 maggio 2026

Black Adam, cinecomic esagerato ma divertente

Black Adam non sarà certo il film che rivoluziona il cinecomic moderno, ma tutto sommato si lascia guardare con piacere: spettacolare, fracassone e spesso divertente, soprattutto quando smette di prendersi troppo sul serio. Certo, bisogna sorvolare sull’interpretazione monolitica di Dwayne Johnson, che affronta praticamente ogni scena con la stessa espressione da statua di granito appena svegliata da un sonnellino millenario.

A rubare la scena, però, è un elegantissimo Pierce Brosnan, irresistibile nei panni di Doctor Fate: carisma, ironia e classe in uno dei rarissimi ruoli supereroistici della sua carriera. E ogni volta che compare lui, il film acquista immediatamente un’altra marcia.

E poi c’è il cameo finale di Henry Cavill nei panni — ahinoi oggi più che mai rimpianti — del Superman immaginato da Zack Snyder: pochi secondi sufficienti a ricordare quanto quel personaggio avesse ancora potenziale e presenza scenica.



venerdì 14 febbraio 2025

Joker: Folie à Deux, quando il sequel è un disastro

Joker: Folie à Deux è un esperimento cinematografico che, sulla carta, aveva tutte le potenzialità per essere innovativo, ma che nella pratica si rivela squilibrato, prolisso e, a tratti, persino estenuante. L’idea di trasformare il sequel del Joker di Todd Phillips in un musical è senza dubbio audace, ma il risultato lascia molto a desiderare, risultando più un’operazione estetica che una scelta realmente funzionale alla narrazione.

Il film soffre di un ritmo irregolare: alcune sequenze si trascinano inutilmente, mentre altre, che avrebbero meritato più spazio, vengono risolte in modo sbrigativo. Il problema principale, però, è Joaquin Phoenix, che qui spinge il suo Arthur Fleck verso un’interpretazione eccessiva, quasi caricaturale, perdendo gran parte della sottile inquietudine che lo aveva reso così efficace nel primo film. Se in Joker la sua metamorfosi psicologica era costruita con progressione e misura, qui sembra più un esercizio di gigioneria estrema che rischia di sfociare nel grottesco (in)volontario.


Di contro, Lady Gaga riesce a dare spessore al personaggio di Harley Quinn, rendendola magnetica e tragica senza mai cadere nella parodia. La sua presenza illumina il film e dona una profondità emotiva che spesso manca alla sceneggiatura. Tuttavia il suo talento non è sufficiente a risollevare un’opera che, pur cercando di innovare, finisce per essere un pastiche confuso e sbilanciato.

La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...