lunedì 22 giugno 2026

Il processo ai Chicago 7: quando la storia parla al presente

Il processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin è molto più di una brillante ricostruzione storica: è un film prezioso. Attraverso il racconto del processo intentato contro gli attivisti che protestavano contro la guerra in Vietnam, il regista mette infatti in scena lo scontro eterno tra dissenso e potere, libertà e repressione.

Il film non è privo di difetti: alcune delle lunghe schermaglie processuali finiscono per rallentare il ritmo e appesantire la narrazione. Tuttavia, la qualità della scrittura e soprattutto l'eccellente cast compensano ampiamente queste incertezze. Sono tutti molto bravi: Sacha Baron Cohen (strepitoso nei panni di Abbie Hoffman), Eddie Redmayne, Mark Rylance, Joseph Gordon-Levitt, Yahya Abdul-Mateen II e Frank Langella, autore di una magistrale interpretazione del perfido giudice Julius Hoffman.

La vicenda narrata suscita indignazione dall'inizio alla fine: l'arroganza del potere, i continui abusi procedurali e il trattamento riservato agli imputati lasciano spesso increduli e arrabbiati. Ed è proprio qui che emerge la straordinaria attualità dell'opera. Le manipolazioni della giustizia, la criminalizzazione del dissenso e il disprezzo per le regole democratiche evocano inquietanti paralleli con il presente. Se all'epoca l'ombra era quella di Nixon, oggi il confronto con la presidenza Trump appare inevitabile e, per molti aspetti, ancora più allarmante.

Un film imperfetto ma importante, capace di coinvolgere, far riflettere e, soprattutto, ricordarci quanto la democrazia sia fragile e quanto sia necessario difenderla ogni giorno.



Il processo ai Chicago 7: quando la storia parla al presente

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