The Counselor - Il procuratore (2013) è uno di quei film che sembrano destinati a far discutere per sempre. Non è un thriller convenzionale e probabilmente non piacerà a chi cerca una narrazione lineare, ma possiede qualità difficili da ignorare.
La prima è la splendida fotografia di Dariusz Wolski, che trasforma il deserto tra Stati Uniti e Messico in un luogo affascinante e minaccioso al tempo stesso. Ridley Scott, a dire il vero negli ultimi anni un po’ altalenante quanto a ispirazione, dirige con la consueta eleganza, regalando immagini di grande impatto visivo.
Il cast stellare fa del suo meglio: Michael Fassbender è credibile e intenso nel ruolo del Procuratore, mentre Javier Bardem, con il suo Reiner sempre sopra le righe, ruba spesso la scena e firma alcuni dei momenti più memorabili del film.
Peccato per una sceneggiatura che porta la firma del grande Cormac McCarthy ma che a tratti si perde in dialoghi e monologhi filosofici troppo lunghi e in una trama spesso più confusa che complessa. Alcuni passaggi risultano inutilmente criptici e finiscono per appesantire il racconto.
A questo si aggiunge una componente erotica volutamente esagerata e parossistica, che permea buona parte del film: in alcuni momenti contribuisce a creare un’atmosfera morbosa e decadente, ma più spesso appare forzata e compiaciuta, finendo per distrarre dalla storia anziché arricchirla.
Nonostante questi limiti, The Counselor resta un film che vale la pena recuperare: imperfetto, a volte frustrante, ma visivamente appagante e interpretato da un cast in stato di grazia. Un’opera che, nel bene e nel male, lascia il segno.

