Una sconfitta durissima per il "presidente pazzo" Trump, e una bella boccata d’ossigeno per la democrazia americana. Forse una parte dell’elettorato statunitense comincia finalmente a ravvedersi, anche se temo che più della deriva autoritaria di Trump abbia pesato un’economia devastata dalle sue stesse politiche. Insomma, quando il conto arriva sul tavolo di casa, anche la propaganda più martellante può perdere efficacia.
È comunque un segnale importante: Trump non è affatto invincibile e il malcontento può tradursi in un voto capace di arginarlo e spazzarlo via. Ora speriamo che questa non sia soltanto una battuta d’arresto, ma l’inizio di una vera inversione di rotta. E, se emergeranno i presupposti giuridici e politici, confidiamo che si arrivi anche all’impeachment. Perché una democrazia non può limitarsi a sopportare chi la mette in pericolo: deve anche saper reagire.
