domenica 28 aprile 2024

Simulant, una simulazione di un buon film Sci-fi


Simulant - Il futuro è per sempre, film di genere thriller fantascientifico del 2023, prometteva un viaggio entusiasmante attraverso i meandri dell'identità e dell'umanità artificiale. Tuttavia, ciò che si rivela sullo schermo è una deludente sequela di cliché senza alcun contributo significativo al genere.

La trama, un mosaico di trame già sfruttate e riciclate da opere precedenti come l'archetipico Blade Runner, è un collage di idee rubate che non riescono mai a trovare una propria voce. Invece di offrire una riflessione profonda sull'essenza dell'umanità e sull'etica dell'intelligenza artificiale, Simulant si accontenta di ripercorrere sentieri già battuti, senza mai approfondire veramente i temi che pretende di affrontare.

Le performance del cast sono al massimo mediocri, con attori che sembrano disinteressati alla trama e alle proprie parti. Persino le presunte scene d'azione, che dovrebbero dare un po' di vigore al film, risultano piatte a causa di una regia confusa e di effetti speciali che sembrano appartenere a un'altra era cinematografica.

La fotografia, seppur decente, non riesce a salvare un film che soffre di una mancanza totale di coesione e di un ritmo così lento da far addormentare persino il più accanito degli appassionati di cinema di fantascienza. 

In conclusione, Simulant è un film che, anche in virtù di un cast di volti noti, prometteva tanto e consegna poco. Una delusione Sci-Fi senza sostanza, destinata a finire nel dimenticatoio insieme a tante altre produzioni che hanno tentato di cavalcare l'onda del successo di opere ben più meritevoli. Evitate questo film se non volete perdere due ore preziose della vostra vita.



venerdì 26 aprile 2024


Un film da recuperare, disponibile al momento sulla piattaforma RaiPlay, è senz’altro Nine, musical drammatico e bizzarro.

Il film è diretto da Rob Marshall, noto per opere come Chicago e Into the Woods. La pellicola è una fusione intrigante di cinema e musica. Basato sul musical di Broadway del 1982, che a sua volta si ispira al famoso film di Federico Fellini 8½, la storia ci porta nel mondo complesso e caotico di Guido Contini, un regista in crisi creativa ed esistenziale.

Trama

Daniel Day-Lewis interpreta Guido, un famoso regista italiano alle prese con la pressione da parte dei produttori di realizzare un nuovo film, ma che si trova completamente a corto di idee. Mentre cerca ispirazione, Contini si confronta con le varie, splendide donne della sua vita: la moglie Luisa (interpretata da Marion Cotillard), l’amante Carla (una sensuale Penélope Cruz), la musa Claudia (Nicole Kidman), la madre (Sophia Loren), la sua confidente e costumista (Judi Dench) e una giornalista americana (Kate Hudson).

Punti di forza

Nine brilla principalmente per le sue performance e per il cast stellare. Day-Lewis, come sempre, si immerge completamente nel suo ruolo, mostrando una complessità che riflette le angosce e le incertezze del suo personaggio.

Non solo: le attrici del cast femminile sono eccezionali, e i momenti musicali davvero intensi, come Take It All di Cotillard e Be Italian di Fergie.

La cinematografia e le coreografie sono notevoli, creando un’atmosfera da sogno che riflette l’ambiguità tra realtà e fantasia che permea la storia. La produzione ricrea efficacemente l’Italia degli anni ’60, offrendo uno sfondo visivamente affascinante alla crisi di mezza età di Contini.

Punti deboli

Tuttavia, nonostante i suoi momenti brillanti, Nine presenta anche alcuni problemi. La trama a tratti risulta frammentaria, e non tutti i numeri musicali hanno lo stesso impatto. Inoltre, alcuni spettatori potrebbero trovare che il film non riesca a eguagliare la profondità e la complessità del capolavoro di Fellini su cui si basa.

Conclusione

Nine rappresenta un tributo affascinante all’opera di Fellini e al cinema italiano in generale, sostenuto da un cast impressionante e da momenti musicali memorabili. Sebbene non sia esente da difetti, è una visione d’obbligo per gli appassionati di musical e per chi ama il fascino e il dramma del cinema italiano.



giovedì 25 aprile 2024

25 aprile, Festa della Liberazione


Buona Festa della Liberazione a tutti, compresi quelli che non festeggiano perchè si considerano o sono ancora fascisti, ai tanti criptofascisti e agli incanutiti nostalgici dell'infausto Ventennio.



mercoledì 24 aprile 2024

La fuga del fumetto dalle edicole

Nelle poche, eroiche edicole rimaste in attività sul suolo patrio, la presenza un tempo cospicua dei fumetti si è rarefatta sempre più. Perfino nelle edicole dei luoghi di mare, un tempo rifugio sicuro dei “giornaletti”, come li chiamavano un tempo gli adulti, sono diventati merce rara. Addio copie arretrate, addio vecchi Tex, Diabolik e Topolino d’annata.

Continuano a vivacchiare le riviste scandalistiche, quelle specializzate (moda, design, arredamento), ma per quanto tempo ancora? E non si pensi che la causa risieda nel diffondersi del digitale, perchè a tutt’oggi le versioni digitali di quotidiani e riviste continuano ad arrancare. La verità è che si legge sempre meno. Punto. 

Alcuni amici edicolanti mi hanno confessato che stanno tentando di resistere strenuamente per giungere all’agognata pensione, trasformando sempre più le loro rivendite in affollati bazaar di  giocattoli, gadget, biglietti per autobus e metro. Ma i tempi delle vacche grasse sono finiti da un pezzo. E questo senza calcolare gli imminenti disastri scatenati dall’impennata dei prezzi dell’energia e del costo della vita.

Insomma, per parafrasare Zucchero, la vedo nera. E sì, gli appassionati si sono gioco forza abituati a supplire recandosi nelle fumetterie, la cui presenza però non è affatto costante nelle nostre regioni. 

Cosa accadrà in futuro? Personalmente credo che il processo di scomparsa delle edicole accelererà, con tutte le conseguenze del caso. 



lunedì 22 aprile 2024

Veneciafrenia - Follia e morte a Venezia


Il cinema spagnolo horror d’autore degli ultimi anni si presenta molto interessante e ben ha fatto Rai 4 a dedicargli un ciclo appena conclusosi, Dalla Spagna con orrore

L'ultimo film trasmesso è Veneciafrenia - Follia e morte a Venezia di Álex de la Iglesia, un esempio lampante di come una premessa promettente possa essere completamente rovinata da una realizzazione disastrosa. Non c'è niente di buono da dire su questo film, se non che potrebbe essere uno dei peggiori esempi di cinema degli ultimi anni.

La trama, se così si può chiamare, è un pasticcio incoerente di cliché senza senso. Si suppone che ci sia un qualche tipo di mistero o tensione, ma è impossibile prenderlo sul serio quando ogni personaggio agisce in modo così irrazionale e privo di logica. Non c'è nemmeno un minimo sforzo da parte degli sceneggiatori di creare una narrazione credibile o personaggi interessanti.

Parlando di personaggi, sono più simili a caricature deformate che a individui reali. Sono privi di qualsiasi profondità o sviluppo, e sembrano esistere solo per pronunciare dialoghi ridicoli e svolgere azioni insensate. È quasi impossibile provare empatia per loro, dato che sono così mal concepiti e mal eseguiti.

La sceneggiatura è un altro evidente punto debole. È piena di buchi di trama, dialoghi imbarazzanti e situazioni assurde che fanno inorridire dal disgusto. Non c'è coerenza nella struttura narrativa, e il film sembra essere stato montato senza un minimo di rigore o attenzione ai dettagli.

Anche la regia non fa nulla per salvare questa produzione fallimentare. Le scelte di regia sono insipide e prive di ispirazione, e la fotografia è piatta e senza vita. Nemmeno l'ambientazione a Venezia riesce a salvare il film, dato che viene sfruttata in modo banale e poco originale.

In conclusione, Veneciafrenia - Follia e morte a Venezia è un film da evitare assolutamente. È una perdita di tempo e non offre nulla di valore o di intrattenimento. Evitatelo come la peste, a meno che non siate masochisti cinematografici in cerca di una tortura mentale.

sabato 20 aprile 2024

Dark Matter, il ritorno dei Pearl Jam


È appena uscito il nuovo album dei Pearl Jam, Dark Matter. L'attesa è stata lunga, ma alla fine è stata premiata con un disco di alto livello.

Il sound è potente, ricco, a tratti punk: chitarre, batteria, voce suonano imponenti, maestosi. Il brano che dà il titolo all'album conferma lo stato di grazia della band capitanata da Eddie Vedder, che si dice soddisfatto del risultato. E anche noi, per inciso.

C'è anche melodia, in alcune ballate molto azzeccate, ma non mancano atmosfere quasi soul e vagamente pop rock, tra gli U2 e gli Eagles dei tempi migliori per intenderci.

photo © Danny Clinch

In definitiva, Dark Matter è un lavoro che forse non piacerà a tutti, ma va bene così. È musica vera, composta e suonata col cuore. Non è poco, in questi tempi di robaccia campionata, sintetica e falsa come certi nostri politicanti da talk show.

Bentornati, Pearl Jam!



venerdì 19 aprile 2024

Cattedrale, il capolavoro di Carver

Raymond Carver è considerato uno dei massimi esponenti, se non il capostipite, del minimalismo letterario americano. I suoi racconti hanno rappresentato e tuttora rappresentano per molti autori un modello ideale di scrittura.

Che poi la forma rarefatta ed essenziale dipendesse o meno dal pesante intervento del famigerato editor Gordon Lish, è però innegabile che le ultime raccolte di Carver mostrino una chiara tendenza verso una maggiore complessità ed elaborazione.

Tempo fa mi sono occupato, non senza un certo timore reverenziale, di una delle sue antologie più importanti, Cattedrale. Contiene il racconto forse più riuscito in assoluto dell'autore, che dà anche il titolo al libro. Potete leggere la recensione qui, sul blog magazine Libri e Parole.



La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...