Pare che le mitiche audiocassette audio stiano tornando di moda, parallelamente al revival dei dischi in vinile. Molti artisti famosi, da Taylor Swift a Lady Gaga, hanno pubblicato i loro album anche in versione musicassetta.
Cedendo al fascino della nostalgia canaglia, la notizia mi fa piacere, essendo stato per molti anni un grande utilizzatore di cassette, nonostante la loro qualità audio non certo eccelsa. Ma questo offriva la tecnologia di un tempo.
In anni preistorici le registravo dapprima dalle radio private (che una volta i benpensanti chiamavano radio pirate) FM con un indistruttibile radioregistratore Grundig, poi nel corso degli anni con varie piastre di registrazione (Pioneer, Technics, Aiwa con tanto di regolazione fine del bias!).
La mia marca di cassette preferita era TDK, nelle varie versioni, specie la superlativa TDK SA.
Per non parlare dell’avvento del mitico Walkman Sony, mio inseparabile compagno nei primi anni ‘80 e durante il tedioso servizio militare.
Tuttavia confesso di non rimpiangerle granché, come non rimpiango affatto neanche il vinile. Quando è arrivato il CD ho tirato un grosso respiro di sollievo. Niente fruscii, scricchiolii, qualità da vendere.
È vero, oggi con lo streaming dei vari Spotify, Deezer, Apple Music e compagnia cantante, appunto, abbiamo potenzialmente accesso a una discografia sterminata, ma, come dire, allo stesso tempo volatile ed evanescente.
Possedere fisicamente un disco è un’altra cosa, diciamocelo. Posso ascoltare come e quando voglio un determinato album senza dover sottostare ad abbonamenti, richieste snervanti di password, dischi scomparsi perché ritirati dai cataloghi per oscure ragioni di copyright, ecc.
Non è poco, credetemi.



