Se c’è una cosa di cui avevamo disperatamente bisogno in questo periodo, è un disco capace di strapparci dalla frenesia e dalle angosce del presente per proiettarci in un’altra dimensione. Reality Awaits dei The Strokes fa esattamente questo: non si limita a farsi ascoltare, si vive. Fin dai primi secondi, l'album avvolge infatti l'ascoltatore in una bolla psichedelica fuori dal tempo, dove l'illusione si fonde con la realtà e il suono diventa forma, colore ed emozione pura.
L'aspetto più affascinante dell'opera è la sua straordinaria capacità di creare paesaggi sonori tridimensionali ed estremamente ipnotici. Le trame musicali si sviluppano tra synth fluttuanti, riverberi cosmici e chitarre che sembrano viaggiare su frequenze incantate, guidando chi ascolta attraverso un suggestivo stato di trance vigile. Si tratta di una psichedelia colta e raffinata, mai caotica, capace di cullare con eleganza e al tempo stesso di sorprendere attraverso improvvise aperture melodiche e cambi di ritmo carichi di pathos ed energia.
A rendere questo lavoro un autentico gioiello è la sua squisita estetica vintage. Un calore analogico avvolgente emana da ogni singola traccia, rievocando con rispetto e maestria la gloriosa epoca d'oro del rock psichedelico tra la fine degli anni '60 e i '70 (con qualche eco dei Radiohead) pur mantenendo una produzione moderna, limpida e straordinariamente nitida. È la sensazione di ritrovare un disco raro e mai ascoltato in una soffitta del passato, ma con la brillantezza e la profondità del suono contemporaneo.
Più che una semplice raccolta di brani, Reality Awaits si rivela un vero e proprio viaggio narrativo da concedersi rigorosamente a occhi chiusi e con un buon paio di cuffie. Equilibra alla perfezione nostalgia e freschezza, proponendo un soundscape al contempo rilassante, sognante e vibrante.
Insomma, l'ultimo lavoro della band americana è un album coraggioso e profondamente ispirato, una gemma rara nello scialbo panorama attuale, capace di farci viaggiare nel tempo senza mai muoverci dalla stanza. La realtà può decisamente attendere: per ora conviene solo perdersi dentro questo suono.