martedì 21 luglio 2026

Ci sono stati dei disordini


Venticinque anni fa, il G8 di Genova segnò una delle pagine più dolorose e controverse della storia recente del nostro Paese. Le manifestazioni, la morte di Carlo Giuliani, le violenze di piazza, l'irruzione alla scuola Diaz, la "macelleria messicana" e i fatti di Bolzaneto lasciarono una ferita profonda che ancora oggi continua a interrogare la coscienza civile dell'Italia.

In quei giorni sentii il bisogno di scrivere. Non per dare risposte definitive, ma per cercare di fissare sulla pagina le emozioni, lo smarrimento e le domande che quegli avvenimenti suscitavano. Nacque così Ci sono stati dei disordini, un romanzo scritto quasi di getto, quasi un instant book, figlio dell'urgenza di raccontare ciò che stava accadendo e ciò che rischiava di essere dimenticato.

Rileggerlo oggi significa tornare a un momento in cui molti di noi si chiesero quale fosse il confine tra ordine pubblico e diritti, tra sicurezza e democrazia. Domande che, a distanza di tanti anni, proprio in questi giorni non hanno perso la loro drammatica attualità.

Per chi fosse curioso di riscoprirlo, il romanzo è ancora disponibile qui:

Ricordare non significa riaprire vecchie ferite per il gusto della polemica. Significa fare in modo che la memoria resti uno strumento di consapevolezza, perché certi errori non abbiano più a ripetersi.

Ci sono stati dei disordini

Venticinque anni fa, il G8 di Genova segnò una delle pagine più dolorose e controverse della storia recente del nostro Paese. Le manifestaz...