giovedì 6 novembre 2025

Trump, un primo anno da incubo

Un anno è bastato per rivelare tutta la portata disastrosa della presidenza Trump. Il caos regna sovrano: guerre commerciali aperte con mezzo mondo, dazi imposti e poi ritirati in una spirale di contraddizioni che ha minato la fiducia dei mercati. L’economia, un tempo solida, ora traballa; la disoccupazione cresce, mentre le disuguaglianze sociali si allargano. Il clima politico è avvelenato, il tessuto sociale lacerato da odio, intolleranza e violenza.

Sul fronte internazionale, le sbandierate “otto guerre” alle quali Trump avrebbe posto fine si sono rivelate l’ennesima colossale menzogna. Nessuna pace, nessuna stabilità: solo confusione, isolamento e propaganda. Il summit in Alaska con Vladimir Putin si è concluso in un imbarazzante nulla di fatto, mentre il recente incontro con Xi Jinping ha segnato un clamoroso fallimento diplomatico, peggiorando ulteriormente i rapporti con la Cina. Gli alleati sono stati insultati o abbandonati, le istituzioni democratiche umiliate, l’immagine degli Stati Uniti ridotta a una caricatura grottesca. Mai come oggi il mondo appare più instabile, più insicuro, più diviso.

E come se non bastasse, sul capo dello stesso presidente pendono accuse di illegalità, di corruzione, di ostruzione alla giustizia. Un bilancio desolante, quello di questo primo anno di presidenza Trump: un susseguirsi di menzogne, scandali e incompetenza che hanno trascinato l’America — e con essa il mondo — sull’orlo del baratro.

mercoledì 5 novembre 2025

Piccolo appello ai romantici (e ai previdenti): continuate a comprare CD e DVD!

Lo so, lo streaming è comodo: un clic e via, tutto il mondo della musica e del cinema a portata di dito. Peccato che quel mondo sia spesso un po’ zoppo, anzi incompleto. Brani che spariscono, film che vanno e vengono come turisti distratti, classici introvabili o disponibili solo in versioni traballanti.

I CD e i DVD, invece, non ti tradiscono. Non chiedono abbonamenti, non “scadono” e non spariscono dal catalogo proprio la sera in cui avevi voglia di rivederti un vecchio noir del ’47 o ascoltare quell’album che nessuno streamma (orrido neologismo nerd) più.

Insomma, senza voler fare i nostalgici del supporto fisico, ogni tanto è bene ricordare che la cultura non dovrebbe dipendere dalla connessione Wi-Fi. E poi — ammettiamolo — una bella fila di CD e DVD sullo scaffale dà ancora una certa soddisfazione.

lunedì 3 novembre 2025

Il ritorno di Tiziano Ferro: Sono un grande

La grinta e la voglia di rimettersi in gioco che Tiziano Ferro mostra nel suo nuovo album, Sono un grande, un titolo che suona insieme come dichiarazione e sfida., sono innegabili. Dopo anni non facili, Ferro torna con energia e determinazione, affiancato per la prima volta da Paola Zukar, nuova produttrice e manager che porta un tocco fresco e un suono più deciso al lavoro del cantautore.

Il risultato, però, convince solo in parte. L’album è attraversato da una forte tensione autobiografica, ma l’autoreferenzialità finisce per diventare eccessiva, quasi gridata, come se ogni brano dovesse ribadire a forza il senso di riscatto personale. I suoni e gli arrangiamenti, curatissimi, sono senza dubbio il punto di forza del disco, grazie anche alla mano esperta della nuova produzione.

Resta tuttavia la sensazione che Sono un grande non offra grandi novità rispetto al repertorio di Ferro: un ritorno coraggioso, sincero, ma che si muove su territori già battuti, senza il guizzo davvero sorprendente che ci si poteva aspettare.



Nebraska ’82: Expanded Edition, per una volta una riedizione interessante

Chi avrebbe mai pensato che sotto la superficie austera di Nebraska di Bruce Springsteen si celasse un tesoro nascosto di versioni elettriche? La nuova riedizione del 2025, appena pubblicata, Nebraska ’82: Expanded Edition, ci regala le tanto attese sessioni con la E Street Band — le Electric Nebraska — che all’epoca erano state scartate e di cui molti dubitavano perfino dell'esistenza.

In queste versioni elettriche, brani come Atlantic City e Reason to Believe si trasformano: acquisiscono un’energia potente, un fondo rock di strada che non sostituisce ma arricchisce l’anima originaria del disco. È come se Springsteen avesse accarezzato l’idea del grande ensemble e poi avesse scelto il solo sussurro — ora possiamo ascoltare entrambe le facce della medaglia.


Se la forma originale rimane sublime e unica nella sua spoglia bellezza, questa edizione “Expanded” dimostra che quel nucleo oscuro e intimo era solo una parte della storia. Le versioni elettriche sono una scoperta: non indispensabili forse, ma assolutamente affascinanti e rivelatrici per chi ama sondare gli abissi creativi di Springsteen.



domenica 2 novembre 2025

Pier Paolo Pasolini, 50 anni dopo

Oggi, 2 novembre 2025, ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini. Il suo corpo fu ritrovato, straziato, all’Idroscalo di Ostia in una notte violenta e misteriosa che ancora oggi pesa come un’ombra sulla storia italiana. Ma ciò che continua a colpirci, più ancora delle circostanze del delitto, è la sua assenza: un vuoto che nessuno, in questi cinquant’anni, ha saputo colmare.

Poeta, romanziere, regista, polemista, Pasolini fu soprattutto un visionario implacabile. Vide prima di molti altri la mutazione antropologica dell’Italia: l’omologazione culturale imposta dal consumismo, la dissoluzione delle identità popolari, la nascita di una società in cui l’apparenza e il profitto avrebbero sostituito l’etica e la verità. Le sue denunce, che allora apparivano come eccessi o provocazioni, oggi risuonano come profezie compiute.

Pagò caro il suo coraggio. Fu attaccato, insultato, processato, e infine ucciso. Ma ciò che più colpisce, oggi, è la sua attualità. Nelle sue parole, nei suoi film, nei suoi articoli si riflette ancora la deriva morale e politica del nostro Paese. Aveva ragione quando parlava del “nuovo fascismo” del potere mediatico e dell’industria culturale: un potere subdolo, che non impone ma seduce, non vieta ma persuade.

Ricordare Pasolini significa allora interrogarsi su di noi: sulla nostra indifferenza, sulla pigrizia del pensiero, sulla paura di essere controcorrente. In un’epoca in cui il dissenso si riduce troppo spesso a slogan, Pasolini resta un esempio raro di libertà intellettuale assoluta, capace di mettere in discussione tutto — anche se stesso.

Forse è per questo che ci manca tanto: perché nessuno, dopo di lui, ha saputo dire con altrettanta forza e disperazione la verità sul nostro tempo.

“Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare ciò che non si sa o che si tace.”

Qui, se vi va, potete leggere un ricordo personale del giorno in cui appresi la notizia della morte di Pasolini.

sabato 1 novembre 2025

Addio a James Senese

Scrivo questo post con colpevole ritardo, ma non potevo non ricordare il grande James Senese, scomparso il 29 ottobre. Sassofonista, cantante, anima ribollente di Napoli, è stato – insieme a Pino Daniele – l’inventore di un sound unico, un impasto irripetibile di soul, funky-jazz, rock e sangue partenopeo.

E pensare che il suo ultimo album era appena uscito, a riprova che la sua energia, la sua voglia di suonare, non si era mai spenta, a dispetto dei suoi recenti problemi di salute. 

La sua musica sapeva di strada, di sudore, di vita vera. Ci lascia un artista autentico, un pezzo di storia che continuerà a vibrare in ogni nota di quel suono inconfondibile che portava il suo nome.

Libri da leggere a novembre

Anche questo mese non mi sono risparmiato: ho letto, selezionato e commentato qualche buon libro (così voi potete saltare quelli noiosi).

La mia rubrica mensile di consigli di lettura — per una volta tutti romanzi — è online, pronta per accompagnarvi tra pioggia, tè caldo e pigrizia autunnale.

H.G. Wells aveva previsto il futuro

Due secoli di sonno e Graham si risveglia nella Londra del 2100, scoprendo di essere diventato, suo malgrado, l'uomo più ricco e potente...