domenica 19 luglio 2026

L'ultima missione: Project Hail Mary, un film da dimenticare


Uscito nelle sale lo scorso marzo con la regia della coppia Phil Lord e Christopher Miller, L'ultima missione: Project Hail Mary è la dimostrazione lampante di come si possa prendere un’ottima premessa di fantascienza e trasformarla in un kolossal soporifero, privo di anima e penosamente infantile.

Il difetto più imperdonabile della pellicola è la sua noia mortale. Per oltre due ore e mezza, lo spettatore è condannato a guardare il protagonista, il dottor Ryland Grace – interpretato da un Ryan Gosling dall'entusiasmo forzato e stucchevole –, che risolve equazioni alla lavagna e affronta una crisi planetaria con lo stesso pathos di un ragioniere che compila una dichiarazione dei redditi. 


Il ritmo è piatto: ogni ostacolo viene risolto nel giro di cinque minuti grazie al provvidenziale "colpo di genio" del protagonista, eliminando qualsiasi parvenza di vero dramma.


Questo approccio si riflette in una scrittura dei personaggi di sconcertante infantilismo. Grace affronta l'apocalisse imminente con l'attitudine di un presentatore di programmi scientifici per bambini. Dialoghi che dovrebbero trasmettere la disperazione dell'ultimo uomo rimasto in vita si riducono a battutine da sitcom. Persino il rapporto con la creatura aliena Rocky (portata in scena da James Ortiz) perde ogni fascino fantascientifico, banalizzato in una dinamica da "buddy movie" zuccherosa che azzera il senso di mistero cosmico.


Il resto del cast fa quel che può all'interno di una cornice scialba e bidimensionale. Sandra Hüller veste i panni glaciali e stereotipati di Eva Stratt, la responsabile della task force internazionale, senza mai graffiare. I membri dell'equipaggio e del team di supporto compaiono sullo schermo come semplici sagome di cartone utili solo a mandare avanti una trama meccanica.


Visivamente, poi, il film è di una piattezza disarmante. La fotografia sceglie una palette cromatica spenta e priva di contrasti, rendendo lo spazio profondo un fondale grigio e senz'anima. 


Project Hail Mary è l'ennessima occasione sprecata: un film moscio che, nel tentativo di essere accessibile a tutti, finisce per affogare le sue ambizioni in un mare di noia e banalità.

L'ultima missione: Project Hail Mary, un film da dimenticare

Uscito nelle sale lo scorso marzo con la regia della coppia Phil Lord e Christopher Miller, L'ultima missione: Project Hail Mary è la d...