martedì 21 aprile 2026

Trump, il grande negoziatore


Più che un negoziato con l'Iran, quello immaginato da Donald Trump somiglia a un ultimatum mafioso: o accetti le mie condizioni, oppure “partono le bombe”. Non è una caricatura polemica, è la sostanza delle sue dichiarazioni, in cui la minaccia militare diventa strumento ordinario di trattativa.

Il problema è che un negoziato, per definizione, presuppone reciprocità, riconoscimento dell’altro, margine di compromesso. Qui invece siamo davanti a una logica unilaterale: resa o distruzione, fuori da ogni regola del diritto internazionale. Una visione che svuota la diplomazia e la riduce a semplice anticamera della guerra.

E chiamarlo “negoziato” non lo rende meno brutale: è solo un modo più elegante per dire imposizione sotto minaccia.

La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...