lunedì 16 marzo 2026

La strategia Trump: io creo il problema, voi portate la soluzione

Prima bombardi, poi chiami gli amici.

È più o meno la nuova dottrina geopolitica di Trump: lanciare un attacco all’Iran senza consultare mezzo alleato europeo, ignorando NATO, diplomazia e perfino il buon senso. 

Poi, quando lo Stretto di Hormuz si incendia, il prezzo del petrolio vola e il caos si allarga, ecco l’illuminazione improvvisa: “Cari europei, dove siete? Perché non ci aiutate?”.


Un po’ come l’amico che incendia il barbecue sul balcone, manda a fuoco la tenda del vicino e subito dopo suona alla porta del condominio con un secchio in mano: “Ragazzi, forza, datevi una mossa. Qui c’è un incendio globale”.

Naturalmente accompagnando l’invito con il solito tono amichevole: se non aiutate, la NATO “avrà un futuro molto brutto” — più o meno come dire: prima combino un grosso guaio (anzi una catastrofe mondiale), poi vi rimprovero perché non venite a pulire.


Il capolavoro, però, resta la sequenza logica:

  1. Decido da solo.
  2. Creo il problema.
  3. Chiamo gli alleati.
  4. Se esitano, li minaccio.

Non è politica estera. È il manuale di istruzioni per rompere un vaso e poi accusare chi non porta la colla.

La shitification degli Stati Uniti

C’è una parola che descrive meglio di molte analisi politiche quello che sta succedendo al governo degli Stati Uniti nella sciagurata era Tr...