giovedì 21 maggio 2026

Colpo di fortuna: il Woody Allen più leggero e malinconico torna a brillare


Con Colpo di fortuna (2023), Woody Allen realizza uno dei suoi film più eleganti e sorprendenti degli ultimi anni. 

Girato interamente in francese e ambientato in una Parigi luminosa ma attraversata da inquietudini sotterranee, il film recupera molti dei temi classici del suo cinema — il caso, il desiderio, il tradimento, la fortuna come forza cieca — con una leggerezza narrativa che nasconde un meccanismo perfettamente calibrato.


Allen dirige con mano invisibile, lasciando che la storia scorra con naturalezza, quasi danzando tra commedia romantica, thriller morale e ironia esistenziale. La scrittura è asciutta, brillante, priva di inutili spiegazioni: i dialoghi hanno il ritmo del miglior Allen europeo, mentre la tensione cresce lentamente, senza mai perdere quell’apparente grazia sofisticata che caratterizza il film.


Uno degli elementi più affascinanti del film è la fotografia incantevole di Vittorio Storaro, collaboratore ormai storico di Allen negli ultimi anni. Storaro illumina Parigi con tonalità calde, autunnali, avvolgenti, trasformando la città in uno spazio quasi mentale, romantico e inquieto allo stesso tempo. Ogni interno elegante, ogni passeggiata tra i boulevard alberati, ogni riflesso dorato sembra raccontare il contrasto tra la bellezza apparente delle vite dei protagonisti e il caos emotivo che li attraversa. Il suo stile pittorico, raffinato ma mai invadente, dona al film una straordinaria fluidità visiva.


Molto riuscito anche il cast francese, capace di mantenere il tono lieve e ambiguo richiesto dal regista. Le interpretazioni evitano l’enfasi e si muovono su sfumature sottili, perfette per una storia in cui basta un incontro casuale a cambiare un destino.


Ma il vero cuore del film è la riflessione sul caso. Allen torna alla sua idea più profondamente pessimista: nella vita non sempre vincono i migliori, né esiste un ordine morale garantito. A governare tutto sono coincidenze, impulsi, attimi imprevedibili. Eppure il film non è cinico: anzi, conserva una leggerezza quasi romantica, come se il regista guardasse ancora con curiosità e divertimento alle assurdità dell’esistenza.


Splendida è anche la colonna sonora jazz (si ascolta molto il grande Herbie Hancock), utilizzata da Allen con la consueta sensibilità musicale. I brani accompagnano il film con un andamento sinuoso e malinconico, contribuendo a creare quell’atmosfera sospesa tra charme, nostalgia e inquietudine morale. La musica non serve mai soltanto da accompagnamento: diventa parte integrante del ritmo narrativo, quasi un controcanto emotivo alle esitazioni e ai desideri dei personaggi. Ancora una volta Allen dimostra un gusto musicale impeccabile, capace di trasformare ogni scena in qualcosa di elegantemente senza tempo.


Colpo di fortuna è un film dalla durata ragionevole (capito, Hollywood?), elegante e intelligentissimo, che dimostra come Woody Allen sappia ancora raccontare le fragilità umane con precisione, ironia e straordinaria fluidità cinematografica. Non cerca effetti spettacolari né coltiva ambizioni monumentali: conquista invece con il ritmo, la scrittura e quella malinconica consapevolezza che da sempre rende unico il suo cinema.


Il nuovo Asse del Male: Trump, Putin e Netanyahu

Ci sono momenti storici nei quali il caos non nasce dal caso, ma dalla convergenza di personalità, interessi e visioni del mondo accomunate ...