Race for Glory: Audi vs. Lancia è uno di quei film sportivi che sorprendono proprio perché evitano gli eccessi spettacolari e puntano invece sul fascino autentico di un’epoca irripetibile. Ambientato nel mondo feroce e romantico dei rally anni ’80, il film ricostruisce con grande cura la leggendaria sfida tra l’arroganza tecnologica di Audi e il genio istintivo, quasi artigianale, di Lancia.
La regia sceglie intelligentemente di non trasformare tutto in un videogioco frenetico imbottito di CGI: le gare hanno peso, fango, velocità, pericolo. Si sente l’odore della benzina e della neve, e le vetture sembrano davvero macchine da domare e non astronavi digitali. Da questo punto di vista il film restituisce molto bene il fascino brutale del mondiale rally dell’epoca, ma anche il look e l'ambientazione di quegli anni.
Valida anche la caratterizzazione dei protagonisti: da una parte la potenza metodica tedesca, dall’altra il caos creativo italiano, fatto di intuizioni, improvvisazione e carattere. Il film gioca su questo contrasto senza cadere troppo nella caricatura patriottica, e anzi riesce spesso a essere anche ironico e autoironico. Sempre convincente Daniel Brühl (ma non è una novità la bravura di questo attore), un po' meno forse Riccardo Scamarcio, spesso un po' legnoso e monocorde.
Qualche limite emerge nei dialoghi, a tratti didascalici e televisivi, soprattutto quando i personaggi devono spiegare strategie o motivazioni. In certe scene si ha l’impressione che il film semplifichi eccessivamente dinamiche e caratteri pur di mantenere un ritmo rapido e accessibile. Ma è un difetto che non compromette più di tanto il coinvolgimento generale.
Molto coinvolgenti le sequenze di gara, girate con chiarezza e tensione, ma senza il montaggio epilettico tipico di tanto cinema d’azione contemporaneo. Soprattutto, funziona il tono generale: nostalgico il giusto, ma mai stucchevole.
Forse non sarà il capolavoro definitivo sul motorsport, ma è un film solido, appassionato e coinvolgente, capace di raccontare una rivalità sportiva come metafora di due modi opposti di intendere il mondo e le corse. E per chi ama i rally storici, è difficile non uscirne con il desiderio di rivedere subito le vecchie Delta sfrecciare tra neve e tornanti.
E, a proposito di nostalgia che torna a rombare, viene quasi spontaneo ricordare che oggi Lancia è davvero rientrata nel mondo dei rally. Non ancora ai livelli mitologici delle Delta Integrale o della Stratos, certo, ma il marchio HF è tornato ufficialmente nelle competizioni con nuovi programmi sportivi e una nuova Ypsilon da rally. Una notizia che rende Race for Glory ancora più piacevole per chi ha amato quell’epoca irripetibile: non solo un film sulla memoria di un grande passato, ma anche il segnale — magari timido, magari prudente — che quella storia non è del affatto finita.