L’ennesima, delirante minaccia del presidente pazzo Donald Trump — dazi al 25% sulle auto europee — arriva con la consueta miscela di arroganza e pretesto.
Ufficialmente, l’Europa “non rispetta gli accordi”. In realtà, il contesto è molto più chiaro: tensioni crescenti anche per il mancato allineamento europeo alla sua scriteriata e illegale guerra contro l’Iran, mai davvero legittimata e sempre più contestata.
È una logica rozza, infantile: se non combatti le mie guerre, pagherai i miei dazi. Il problema è che queste “punizioni” non colpiscono governi astratti, ma economie reali, lavoratori, equilibri globali già fragili. E trasformano un’alleanza storica in un campo minato. Più che una strategia, è un riflesso: aggressivo, scomposto, pericolosamente miope. E il conto, come sempre, non lo pagherà chi urla di più.
