Pubblicato nel 1976, Breezin’ segnò la definitiva consacrazione “pop” di George Benson, senza però tradire il suo straordinario talento jazzistico. Anzi: il miracolo del disco sta proprio qui. Benson riesce a fondere jazz, soul, funk e melodie "radiofoniche" con una naturalezza impressionante, creando un album elegante, rilassato e irresistibilmente raffinato.
La title track è pura classe: chitarra fluida, arrangiamenti morbidi e quell’atmosfera luminosa e sofisticata che sembra sospesa fuori dal tempo. Ma il vero colpo di genio è This Masquerade, interpretazione magnifica e vellutata che trasformò Benson anche in una star vocale mondiale. La sua voce calda e misurata si intreccia alla perfezione con gli arrangiamenti di Claus Ogerman, dando vita a un suono adulto, sofisticato e incredibilmente moderno ancora oggi.
Breezin’ è uno di quei rari album capaci di essere accessibili senza risultare banali, tecnicamente impeccabili senza ostentazione. Un disco che scorre con una leggerezza quasi ipnotica e che rappresenta uno dei vertici assoluti della fusion più melodica e del jazz-pop degli anni Settanta. Un classico intramontabile.