lunedì 19 gennaio 2026

Il silenzio, l'ammonimento di Don DeLillo

Il silenzio è un romanzo piccolo solo in apparenza, come spesso accade con Don DeLillo. Poche pagine, una manciata di personaggi, un evento minimo eppure assoluto: l’improvvisa interruzione di ogni flusso tecnologico, di ogni segnale, di ogni rumore digitale. Da qui DeLillo costruisce un’opera densissima, che sembra parlare sottovoce ma continua a risuonare a lungo, anche dopo l’ultima pagina.

Non c’è alcun gusto per l’apocalisse spettacolare, nessuna concessione al catastrofismo facile. Il blackout globale che apre il romanzo non è un pretesto narrativo, ma un vuoto: uno spazio mentale in cui i personaggi – e con loro il lettore – sono costretti a fare i conti con ciò che resta quando le parole automatiche, le statistiche, le immagini continue si spengono. DeLillo osserva questo smarrimento con il suo stile inconfondibile, asciutto e ipnotico, fatto di dialoghi ellittici, frasi brevi, ripetizioni che sembrano girare a vuoto e invece scavano sempre più a fondo.

Il silenzio del titolo non è mai davvero silenzio: è un rumore interno, un brusio di pensieri, paure, ricordi. È l’impossibilità di interpretare il presente quando vengono meno le narrazioni che ci rassicurano. DeLillo, come nei suoi libri migliori, non offre spiegazioni né soluzioni. Non gli interessa il “perché” tecnico dell’evento, ma il suo effetto sulle coscienze, sulla percezione del tempo, sulla fragilità dei legami umani.

C’è in questo romanzo una lucidità quasi spietata sul nostro rapporto con la tecnologia, ma anche una malinconia profonda. DeLillo sembra dirci che abbiamo delegato troppo al rumore di fondo del mondo, e che senza di esso restiamo nudi, esitanti, incapaci persino di raccontarci una storia coerente. Eppure, proprio in questa sospensione, affiora qualcosa di autentico: l’ascolto, l’attesa, la presenza.

Il silenzio è un libro che non cerca di piacere né di intrattenere, ma di mettere a disagio con eleganza e precisione. Un romanzo terminale e insieme essenziale, che conferma Don DeLillo come uno degli ultimi grandi interpreti del nostro tempo: uno scrittore capace di cogliere il battito segreto del presente e trasformarlo in letteratura pura, scarna, oserei dire quasi necessaria.

Il silenzio, l'ammonimento di Don DeLillo

Il silenzio è un romanzo piccolo solo in apparenza, come spesso accade con Don DeLillo . Poche pagine, una manciata di personaggi, un event...