domenica 4 gennaio 2026

L’Eclissi del Diritto: Il Far West di Trump in Venezuela

Non chiamatela "operazione di polizia", non chiamatela "transizione democratica". Quello che si è consumato nelle ultime 48 ore a Caracas, con il rapimento del Presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores da parte delle forze speciali statunitensi, è un atto di pirateria internazionale, che riporta l'orologio della storia ai capitoli più bui dell'imperialismo ottocentesco.

Con un blitz notturno che ha violato ogni centimetro di sovranità venezuelana, l'amministrazione Trump ha stracciato la Carta delle Nazioni Unite, trasformando il diritto internazionale in un lontano ricordo. Non importa quale sia il giudizio politico su Maduro: il sequestro di un Capo di Stato in carica e la sua deportazione in un carcere di Brooklyn rappresentano un precedente devastante per l'ordine globale.

La dottrina del "Perché posso"

Mentre le bombe cadevano sulla capitale e oltre 150 aerei da guerra oscuravano i cieli del Sud America, Donald Trump annunciava dal salotto di Mar-a-Lago che gli Stati Uniti avrebbero "gestito" il Venezuela. Una dichiarazione che trasuda un'arroganza coloniale senza precedenti:

  • Zero rispetto per la sovranità: Un'azione unilaterale senza mandato ONU.

  • Violenza indiscriminata: Si contano già decine di morti tra civili e militari, definiti "effetti collaterali" di una caccia all'uomo spacciata per giustizia.

  • Il bottino energetico: Trump non ha fatto mistero di voler mettere mano alle riserve petrolifere venezuelane, svelando la vera natura del "nobile" intento democratico.

Un mondo senza regole

Se il criterio per invadere un Paese e arrestarne il leader diventa il "narcotraffico" deciso unilateralmente da Washington (spesso senza prove presentate in sedi internazionali), allora nessun confine è più sicuro. Oggi è il Venezuela, domani chi sarà? La Groenlandia, magari?

Il silenzio di gran parte delle democrazie occidentali, o la loro timida "preoccupazione", è complice di questo scempio. Mentre la Cina chiede l'immediata liberazione di Maduro e la Russia (!) grida all'aggressione, l'Europa sembra paralizzata davanti al ritorno del "poliziotto del mondo" che non usa il distintivo, ma il cappio.

"Abbiamo preso Maduro. Gestiremo noi il Paese fino alla transizione", ha detto Trump.

In queste parole c'è la morte della diplomazia. Non si esporta la democrazia con i rapimenti notturni; si esporta solo il caos. Il Venezuela è oggi una nazione ferita, umiliata e occupata di fatto. E il mondo, restando a guardare, ha appena firmato l'autorizzazione per il prossimo abuso di potere.





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