Cliffhanger è un action movie anni Novanta che punta dritto all’intrattenimento e tutto sommato centra l’obiettivo senza troppi giri di parole. Renny Harlin trasforma le montagne in un gigantesco set per l’azione, costruendo sequenze spettacolari e tese, a partire da un incipit ancora oggi memorabile. Il film è divertente, scorre veloce e mantiene un ritmo alto dall’inizio alla fine, senza inutili pause.
Al centro c’è un Sylvester Stallone granitico e imperturbabile, perennemente in t-shirt anche tra ghiacci, vento e crepacci, come se il freddo d’alta quota fosse solo un dettaglio trascurabile. Una scelta che sfiora l’assurdo ma che diventa parte del fascino ingenuo e muscolare del film. La storia è semplice, i cattivi - davvero perfidi e odiosi - sono da manuale; i dialoghi sono ridotti all’essenziale, ma l’azione è ben orchestrata e l’atmosfera avventurosa funziona.
Senza ambizioni da capolavoro, Cliffhanger resta un action solido e godibile, figlio del suo tempo, che diverte proprio grazie al suo ritmo serrato e a un eroismo volutamente sopra le righe.
