mercoledì 14 gennaio 2026

Cime tempestose

Pubblicato nel 1847, Cime tempestose di Emily Brontë è uno dei massimi capolavori del romanzo romantico e gotico della letteratura inglese. Ma definirlo semplicemente una storia d’amore sarebbe riduttivo: è piuttosto una tragedia passionale, un dramma psicologico e una lunga ossessione che attraversa il tempo e la morte. Ancora oggi colpisce per la sua radicalità emotiva, per la sua ferocia e per la sua bellezza cupa e magnetica.

Ci sono romanzi che raccontano una storia d’amore, e poi ci sono romanzi che sono una storia d’amore. Cime tempestose appartiene senza esitazione a questa seconda categoria. Il legame tra Heathcliff e Catherine non è tenero né consolatorio: è assoluto, selvaggio, distruttivo. Non cercano la felicità, ma l’appartenenza totale, una fusione che va oltre le convenzioni sociali, oltre il tempo, oltre persino la vita. È proprio questa radicalità a rendere il loro amore così potente e indimenticabile.

Emily Brontë costruisce personaggi che sembrano scolpiti nella pietra e nel vento. Heathcliff è una delle figure più perturbanti e affascinanti della letteratura: crudele, vendicativo, ma anche profondamente segnato da una ferita originaria che solo l’amore di Catherine può lenire. Catherine, dal canto suo, è una creatura divisa, ribelle e orgogliosa, incapace di rinunciare alla propria natura pur cercando di adattarsi a un mondo che la soffoca. Intorno a loro si muove un’umanità imperfetta, spesso meschina, che rende ancora più tragico il loro isolamento.

Le brughiere dello Yorkshire non sono un semplice sfondo, ma un’estensione delle anime dei protagonisti. Il vento, la pioggia, l’asprezza del paesaggio riflettono la furia delle passioni che animano il romanzo. Tutto in Cime tempestose è attraversato da una tensione quasi primitiva, che dà alla storia un’aura gotica e insieme profondamente romantica.

Eppure, nonostante l’intensità dei sentimenti, il libro non scivola mai nel sentimentalismo. L’amore raccontato da Brontë non consola, non redime: ferisce, distrugge, ossessiona. Proprio per questo appare autentico. Non è un ideale astratto, ma una forza viva e terribile, capace di segnare intere esistenze.

Anche dal punto di vista narrativo il romanzo sorprende per la sua modernità. Le voci che si intrecciano, i narratori inaffidabili, le prospettive parziali creano una trama ambigua, in cui nessuno è del tutto innocente e nessuno è completamente colpevole. È un mondo morale complesso, che rifiuta le semplificazioni e costringe il lettore a confrontarsi con la profondità delle passioni umane.

Cime tempestose è uno di quei libri che non si dimenticano. Quando lo si chiude, resta addosso come il vento delle brughiere: inquietante, insistente, carico di presenze. È una storia che continua a vivere nella memoria, come un’eco.

Non sorprende, allora, che Kate Bush, grande amante del romanzo, gli abbia dedicato il celebre brano Wuthering Heights. In quella canzone sembra di ascoltare la voce di Catherine che chiama Heathcliff oltre la morte, sospesa tra amore e spettralità. Un omaggio perfetto a un romanzo che, a quasi due secoli dalla pubblicazione, continua a raccontare l’amore nella sua forma più estrema e indimenticabile.



Cime tempestose

Pubblicato nel 1847, Cime tempestose di Emily Brontë è uno dei massimi capolavori del romanzo romantico e gotico della letteratura inglese...