giovedì 15 gennaio 2026

Barbie, oltre il rosa e la plastica c'è di più

Barbie non è affatto il film zuccheroso e infantile che molti si aspettavano. Anzi, dietro l’estetica iper-colorata e il mondo di plastica perfetto si nasconde una delle operazioni cinematografiche più intelligenti e provocatorie degli ultimi anni. Greta Gerwig usa l’icona per eccellenza della cultura pop per smontarla dall’interno, trasformando un prodotto commerciale in una riflessione sorprendentemente amara e politica sull’identità, il genere, il potere e il bisogno di essere amati.

Il film gioca continuamente sul doppio registro. Da un lato c’è lo spettacolo visivo, il divertimento, la coreografia, la nostalgia per l’immaginario Mattel. Dall’altro, però, c’è una storia che parla di crisi, di disorientamento e di fallimento delle promesse che la società fa alle donne. La Barbie dell'incantevole Margot Robbie non è solo un giocattolo che prende vita: è una figura che scopre di non essere sufficiente, di non essere completa, di non essere “abbastanza” secondo regole che cambiano continuamente. È una condizione esistenziale, non una favola per bambini.

Ryan Gosling, con un Ken che oscilla tra comicità e tragedia, incarna alla perfezione il vuoto e la fragilità di un maschile che ha perso i propri riferimenti. Il suo personaggio è una satira feroce, ma anche una figura patetica, che cerca disperatamente uno scopo in un mondo che non glielo ha mai davvero concesso. E qui il film diventa sorprendentemente universale: Barbie non parla solo alle donne, ma a chiunque si senta schiacciato da un ruolo che non ha scelto.

Greta Gerwig riesce nell’impresa rarissima di fare un film apertamente ideologico senza trasformarlo in una predica. Le idee sono ovunque, ma passano attraverso gag, canzoni, immagini e paradossi narrativi. È un cinema che pensa e che si diverte allo stesso tempo, che critica il sistema mentre ne usa consapevolmente le forme.

Alla fine la visione della pellicola lascia addosso una strana malinconia, molto lontana dall’allegria da giocattolo che il titolo potrebbe suggerire. È un film sul desiderio di essere reali, imperfetti, liberi, anche a costo di soffrire. Ed è proprio per questo che non è un film per bambini: è una favola per adulti che hanno capito che il mondo, fuori dalla scatola, è molto più complicato e molto più interessante di quanto ci abbiano fatto credere.

Barbie, oltre il rosa e la plastica c'è di più

Barbie non è affatto il film zuccheroso e infantile che molti si aspettavano. Anzi, dietro l’estetica iper-colorata e il mondo di plastica ...