mercoledì 18 febbraio 2026

Sfida all'OK Corral, il western per eccellenza

Sfida all'OK Corral non è semplicemente un western, è la pietra miliare su cui si fonda il mito cinematografico della frontiera, un autentico capolavoro che trascende il proprio genere per assurgere a opera d'arte totale. La regia di John Sturges è magistrale, capace di infondere un ritmo incalzante e una tensione quasi insostenibile, culminando in una messinscena della sparatoria finale che è pura coreografia della violenza e della fatalità. 

Tutto questo è sostenuto da una sceneggiatura di ferro, densa di sottotesto psicologico, che eleva il conflitto tra legge e giustizia a una riflessione profonda sulla natura umana. A legare ogni sequenza con un filo invisibile di epicità è la splendida ballata portante, che riecheggia per tutto il film come un coro greco, anticipando il destino dei protagonisti e conferendo alla pellicola un tono leggendario e malinconico.

L'aspetto visivo è sublimato da una fotografia in technicolor semplicemente splendida, che contrappone la vastità dei paesaggi desertici alla claustrofobica oscurità dei saloon. Tuttavia, il cuore pulsante del film risiede nelle interpretazioni strepitose dei due protagonisti, rese ancor più monumentali da un doppiaggio italiano che è esso stesso un'opera d'arte


Emilio Cigoli, con un'interpretazione magistralmente contenuta e particolarmente asciutta, conferisce al Wyatt Earp di Burt Lancaster una statura morale granitica e autoritaria; a fargli da contraltare, un eccellente Paolo Stoppa restituisce egregiamente la fragilità fisica e il nichilismo affascinante del Doc Holliday di Kirk Douglas. La chimica tra questi due giganti, amplificata dalle voci italiane, è pura elettricità cinematografica, rendendo Sfida all'OK Corral un film immortale che continua a definire, decenni dopo, cosa significhi fare grande cinema.

Stress da polso

Siamo diventati schiavi del polso, diciamocelo. Ogni vibrazione è un’interruzione, ogni schermo un invito a distrarci, mantenendo il nostro ...