Quelli che mi vogliono morto è un thriller solido e teso che conferma il talento di Taylor Sheridan, sceneggiatore e regista tra i più interessanti del cinema e della serialità americana contemporanea. Sheridan si è imposto negli ultimi anni come autore capace di raccontare un’America dura, periferica e violenta, firmando sceneggiature come Sicario, Hell or High Water e I segreti di Wind River, e portando lo stesso sguardo asciutto e concreto anche in questo film.
Ambientato in una natura ostile e magnifica, il racconto, una sorta di western moderno, utilizza incendi, foreste e spazi aperti non come semplice sfondo, ma come vera e propria forza narrativa, capace di amplificare la sensazione di pericolo costante.La regia è essenziale, priva di compiacimenti, e costruisce la suspense con pazienza, puntando più sull’atmosfera e sulla progressione degli eventi che sull’azione fracassona.
La prova di Angelina Jolie, come spesso accade, risulta piuttosto modesta e penalizzata da una certa inespressività, che limita l’impatto emotivo del personaggio. Al contrario, è molto convincente l’interpretazione di Jon Bernthal, attore che conosciamo bene in ruoli analoghi e che qui conferma la sua efficacia già vista, ad esempio, nella serie The Punisher: solido, credibile, capace di trasmettere tensione e umanità senza eccessi. Ottimo anche il contributo dei due antagonisti, freddi e inquietanti proprio per la loro apparente normalità.
Quelli che mi vogliono morto non reinventa certo il genere thriller, ma lo esegue con intelligenza ed equilibrio, dimostrando come il cinema di genere, quando è guidato da una mano sicura come quella di Sheridan, possa ancora risultare efficace, teso e coinvolgente fino all’ultimo minuto.
