mercoledì 22 ottobre 2025

L’inferno degli accessi digitali: più che sicurezza, tortura psicologica

Ma davvero qualcuno crede che complicare l’accesso a un sito lo renda più sicuro? Ogni volta è una maratona digitale: password con lettere maiuscole, minuscole, numeri, geroglifici egizi, doppio codice via mail, riconoscimento facciale, verifica tramite DNA e infine il test più crudele — “clicca su tutte le immagini con i semafori” (che, ovviamente, non esistono).

Alla fine, più che proteggere i nostri dati, sembra vogliano proteggerci dall’entrare. E il risultato è che l’utente medio, esasperato, rinuncia del tutto. 

Missione compiuta, cari paladini della “user experience”.


Il bambino è la periferica

Forse un giorno non ci sarà più bisogno di dare uno smartphone a un bambino. Sarà il bambino ad averlo già. Non è una previsione. Non ancora...