mercoledì 22 ottobre 2025

L’inferno degli accessi digitali: più che sicurezza, tortura psicologica

Ma davvero qualcuno crede che complicare l’accesso a un sito lo renda più sicuro? Ogni volta è una maratona digitale: password con lettere maiuscole, minuscole, numeri, geroglifici egizi, doppio codice via mail, riconoscimento facciale, verifica tramite DNA e infine il test più crudele — “clicca su tutte le immagini con i semafori” (che, ovviamente, non esistono).

Alla fine, più che proteggere i nostri dati, sembra vogliano proteggerci dall’entrare. E il risultato è che l’utente medio, esasperato, rinuncia del tutto. 

Missione compiuta, cari paladini della “user experience”.


Breezin', l'album della svolta funky di George Benson

Pubblicato nel 1976, Breezin’ segnò la definitiva consacrazione “pop” di George Benson , senza però tradire il suo straordinario talento ja...