martedì 19 agosto 2025

Il Gattopardo di Netflix: un’eredità rinnovata

Un confronto difficile

Impossibile non mettere a confronto Il Gattopardo di Luchino Visconti con la nuova miniserie Netflix, rilasciata sulla piattaforma lo scorso marzo: da un lato, un monumento assoluto del cinema italiano, dall’altro un adattamento contemporaneo, pensato per risuonare con sensibilità moderne. Eppure, la serie non solo regge la sfida: sorprende in positivo.

Il cast che fa la differenza

Kim Rossi Stuart interpreta Don Fabrizio Corbera, Principe di Salina, infondendogli un carisma intenso e incisivo, capace di restituire la profondità dell’animo aristocratico in tramonto (Wikipedia, GQ Italia).

Accanto a lui, Saul Nanni veste i panni di Tancredi Falconeri, giovane astuto, brillante e animato da un ideale, che si muove tra due mondi con fascino e ambiguità (WikipediaGQ Italia).
Deva Cassel, nel ruolo di Angelica, porta una fresca sensualità e una tensione interiore complessa, lontana dai cliché del confronto inevitabile con la Cardinale viscontiana (WikipediaGQ Italia).
Benedetta Porcaroli, infine, dona a Concetta uno spessore emotivo rinnovato, trasformando il suo dolore in forza interiore e nuova voce dell’aristocrazia che cambia (GQ ItaliaCuriosando in giro).

Una colonna sonora emozionante

A impreziosire la serie c’è la magnifica colonna sonora di Paolo Buonvino, che fonde sonorità classiche con tocchi moderni, capaci di evocare una Sicilia malinconica e vibrante al contempo (Sicilian Stories, MusicPaper). In particolare, il valzer creato per la scena del ballo tra Angelica e il Principe è carico di tensione emotiva: un momento musicale che anticipa il monologo finale del protagonista, condensando in note l’essenza del suo mondo interiore (Cam Sugar Journal -).

Una scommessa riuscita

Nonostante il Gattopardo di Visconti resti un capolavoro insuperabile — con le sue immagini pittoriche, la grandezza visiva, il cast leggendario — la miniserie Netflix riesce a costruirsi una dignità artistica propria. La recitazione misurata di Kim Rossi Stuart & co., la nuova sensibilità narrativa e l’ispirata colonna sonora di Buonvino ne fanno un adattamento che non sfigura affatto accanto al maestoso original. Un racconto che sa rinnovare il passato senza tradirne la memoria.

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